Let’s start over, and over, and over!

Primo giorno da ventitreenne. Prima notte passata in Irlanda. Prima volta in un appartamento condiviso con un ragazzo. Prima pinta offerta. Prima doccia fatta con acqua gelida e bollente. Prima volta in un’auto irlandese e primo giramento di testa quando la suddetta prende la rotatoria al contrario. Prima esperienza con le prese irlandesi: iniziamo male.

Insomma, due giorni niente male. E sono solo le 11.25 di domenica 6 aprile 2014.

Dato che non ho internet mi sembrava quasi d’obbligo iniziare a scrivere il blog. Sia perché non so cosa fare (la cara valigia da 20.1 kg non mi ha permesso manco di aggiungere un giornaletto con i cruciverba), sia perché sono sicura che tutti voi morite dalla voglia di sapere le mie disavventure, anzi, di conoscere la vita (noiosa) di una viaggiatrice.

Nel frattempo nelle mie orecchie passa questa musica “This is gonna be the best day of my life” che, in questo preciso momento suona quasi come una presa in giro (chiamasi autolesionismo). Non contenta, leggo anche la guida che non più di 2 mesi fa ci aveva inviato l’associazione organizzatrice di tutto ciò, e mi soffermo su una frase: “È importante che i candidati siano pronti a dover fare alcuni sacrifici perché è possibile che non trovino tutte le comodità che possono avere nel loro Paese d’origine”. E mi domando: anche farsi la doccia con l’acqua gelida, o non avere i riscaldamenti fa parte dei sacrifici?

Poi ascolto i Mumford, con il loro “Hopeless wanderer” e sembra che tutto stamattina torni. Sembra quasi che, nonostante tutto, la pioggia (vi ho parlato della pioggia?), il freddo, la nebbia e tutto il resto, quello spiraglio di sole che sta illuminando la mia stanza (il mio sgabuzzino, dovrei dire) abbia un senso.

Mi piace pensare che la strada facile non porta da nessuna parte, quindi tutto ciò sicuramente finirà in qualcosa di positivo.

Io, giusto per non farmi trovare impreparata nell’eventualità di un tiro mancino del destino, ieri sera ho assaggiato (anzi, scolato) una bella pinta offertami per il mio compleanno. Not bad, not bad at all.

Potrei scrivere altre due pagine (tanto il coinquilino ancora dorme), ma voglio fermarmi qua, altrimenti non saprò cosa scrivere la prossima volta. Non voglio promettere che scriverò tutti i giorni, ma ci proverò. Sì che comunque voi leggerete tutto ciò solo quando avrò messo internet ergo tra un mese, molto probabilmente, ma mi piace l’idea di avere qualcuno con cui sfogarmi e l’idea di strapparvi una risata con le mie disavventure da viaggiatrice noiosa

 

Errata corrige: siccome sono n’intronata, non erano le 11.25, ma le 10.25. Insomma..welcome to Ireland!

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