To my French FRIENDS.

You know, all these stupid sentences you see posted on facebook, or written in walls all around the world, or spoken like they are the holy truth. You know, those sentence which talk about the real meaning of life, or the real friends, or like the aim of life, or whatever. They are all bullshit, sometimes.
But sometimes, like today, like last Thursday, they mean something. And I am thinking of one sentence in particular: “The important thing is not the ending of the race itself but what you felt while you were running”. Well, that’s it.

And while I was running I felt so good, incredibly good. I was relieved, happy-go-lucky, careless and simply HAPPY. I tasted every single moments, every conversation, every gaze, every word, every not-spoken word, every note on that guitar, every sound, every..beer! I really tried to enjoy everything, and I succeeded. I knew it won’t have last forever, and here I am, crying for all this coming to an end. I already experienced that, and I promised to myself not to make new friend, I mean, new REAL friends, in a foreign country, because I knew how I hard it would have been to tear apart.
But then, you know what?
You cannot help it.
You cannot prevent yourself from having fun, from laughing, from crying, from LIVING. And I made new friends, in nearly a month. And I think I found people I cannot have at home. It is strange to explain, and to understand, I know. But believe me, the way I talked with these people is no way close to the way I usually talk to my friends. It’s like it’s a new me, a new person speaking, a person who has no fear of judgments, no fear of hugs, no fear of smile. A completely new person.

Sometimes I think we are the people we meet. I changed, since I am here in Cork. I changed a lot. And I think it’s not all thanks to me, but thanks to the people I met. Every one gave me something, and helped me to change a little, even if they are not aware of that. I feel it, I am really changed. And that’s why it’s so fucking difficult. It’s difficult to say goodbye, to say “maybe we will see in France”, because you know, you are certain that not only a new friend, a new person you cannot replace, a new trusted friend is leaving, but also a new part of you is going to France, is leaving with them.

I left so many parts of me behind, that I don’t know anymore where they are. I should start a trip. I should go back and collect them. But then I sit down, I breathe, I wipe my tears and I think.
It’s not the end of the race that matters, it’s not your heart aching that matters, nor your tears streaming down your face.

It’s the feeling you felt during the race. They were real, they were authentic, they were felt. And you have to be proud of yourself, of your achievements, of the people you’ve met.
Because you are lucky you’ve met such great people, they were there, they were there for you, to drink with you, to laugh with you, to learn Italian, to help you with French, to sing “Ça Ira”, to laugh (a lot, again), to play alcoholic cards games (in which I was always drinking), to go to Blarney Castle and enjoy the view, to try to kiss the Blarney Stone, to listen to Coldplay, to try to teach you something about computers, to have dinners together, to enjoy your cakes, to talk, to talk a lot..about everything. To hug, to hug a lot. They were there for you and with you.

You have to remember those moments, to feel these moments. And all the pain, all the sadness will go away.

You are lucky, you have lived. How many others can say the same thing?

I love you, my little French friends. And you’ve stolen a little part of my heart, that’s why you’ll be always with me.

I love you, B, because you’re shy, but your smile is open-hearted. And because we can talk hours, and hours, and hours and not even noticing the time passing by.

I love you, T, because you may not talk that much, but your guitar does it for you. Keep on playing, let your guitar speak for you and express your feeling. Keep on smiling and laughing.

I love you, B, because I can’t understand when you’re joking and when you’re not, and I really like it. You’re never banal, and you’re such an humble person, even if you can boast of your (amazing) life, you’re still modest.

Gros bisous, mes amis

Laurá (with French accent)

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LA VITA (NOIOSA) DI UNA LAUREANDA IN CRISI termina qui!

Ciao Lettori!
Vi scrivo immersa nel caos di valigie, vestiti, scarpe e mentre indosso un’affascinante tuta da casa con delle scarpe con il tacco, perché, ebben sì devo pur abituarmi ad indossarle (anche se sono pienamente consapevole del fatto che sperare che alla mia laurea i piedi non si indolensiscano è quasi utopia).
Ehhh già, la mia laurea. Cavoli, ci siamo!
Venerdì è dietro l’angolo, è..dopo domani!
Quanto tempo è già passato da quando ho richiesto la relatrice, ho letto il suo nome nella lista, le ho scritto la prima e-mail titubante e timorosa di utilizzare termini sbagliati, e che differenza con l’ultima, di e-mail, che sembrava quasi confidenziale. Tanti viaggi (non è una metafora, molti viaggi Mainz-Italia prima, e casa-Verona poi). Aerei presi, aeroporto chiuso, coincidenze perse, treni in ritardo, viaggi della speranza di una durata di 12 ore, e tutto per scrivere la tesi e per arrivare alla famigerata laurea. Se volessi, potrei incominciare a raccontare di quanto parta da lontano la mia contentezza per questa laurea, anche se non tutti la condividono con me, ma non lo farò.
Mi concentro sul presente, e meno sul passato. Penso a domani, quando arriverò a Verona con tutta la famiglia, proprio come 3 anni fa. Penso a venerdì mattina quando sarò agitatissima perché durante la notte mio fratello avrà scalciato nel divano letto, o a quanto sarò psicotica e incavolata nera perché neanche un riccio avrà superato la notte (sto parlando dei miei capelli, avete capito bene!).
Penso a quando pronunceranno il mio nome, accompagnato a Dottoressa e a quel voto tanto sudato ma anche meritato. E penso agli scherzi che le mie amiche hanno in serbo, e tremo!!!
Penso alla sorpresa che farò a una cara amica, e a quelle che mi faranno. Alle foto che dovranno essere stupende, alla corona d’alloro che piccherà tantissimo (alla mia stupenda corona d’alloro, e alla sua originalità). Penso al pranzo, e al tempo, che possa venirmi incontro, accidenti!
Penso anche alle persone che vorrei avere con me venerdì, sia quelle che saranno lì, ma anche quelle che non ci sono. E un po’ mi rattristo. Purtroppo la lontananza è una brutta bestia, ma ho già promesso che farò un book fotografico che mi immortalerà in ogni attimo per far vivere anche a chi è distante la mia gioia.
Ecco, gioia. Una persona mi ha detto: “Mi raccomando, sorridi sempre!”. Lo farò, perché questa sono io, Laura che ride sempre.

Ho deciso, non abbandonerò il blog. Devo solo trovare un titolo più adatto. I giorni da laureanda stanno per arrivare al termine, e devo dire, che non mi dispiace! In fondo lo status di laureanda non può durare per sempre, giusto? (Anche se ho temuto di sì, per un po’).

Riguardo alla persona che da venerdì potrà essere chiamata dottoressa, non ho molto da dire. Se non che sono cambiata molto, da quando 3 anni fa ho ininiziato l’Università. E ne è una testimonianza la mia tesi. Non il suo contenuto, ma la sua dedica, così sentita che non ho avuto nessun dubbio ad inserire i motivi del mio cambiamento.

Ringrazio, infine, Verona e Mainz, due città

che mi hanno permesso di conoscere persone stupende,

senza le quali oggi non sarei quella che sono.

Questo è l’ultimo post da laureanda in crisi.
Beh, allora posso ufficialmente dire: LA VITA (NOIOSA) DI UNA LAUREANDA IN CRISI termina qui!
Ma non scappate, che il blog non chiude.

Stay free.
Kaylali, laureanda ancora per poco.

Ps. PREGATE per i miei poveri piedi, venerdì!!!!

Bah.

È fatta. Lunedì 4 novembre alle 15 ho ufficialmente terminato la discussione della tesi triennale in Lingue e culture per il Turismo e il commercio internazionale.

È andata bene, benissimo, oltre ogni più rosea aspettativa. Ero molto agitata, prima di entrare. Non avevo ancora realizzato il passo importante che mi accingevo a fare, fino a che la mia relatrice non è uscita dal suo ufficio e ha pronunciato: “Bene, noi siamo pronte ad iniziare”
Tutta la settimana passata non ho badato molto alla discussione, perché sono stata sempre a letto, malata. Quei pochi momenti di lucidità (che combaciavano con sudate enormi, grazie alla tachipirina che faceva il suo effetto) li ho passati a ripetere, sotto voce, quasi tra me e me, l’ipotetico discorso e il riassunto della mia tesi. Controllavo i minuti dalla radiosveglia, e mi accorgevo che ogni volta il riassunto era diverso dalla volta precedente, e ogni volta omettevo qualcosa di importante.
Per questo ero agitata quando sono arrivata a lunedì. Stavo ancora male, per di più, così tanto che una mia amica ha notato il mio colore biancastro tendente al verde e mi ha rassicurato che la discussione non è un gran che di cui preoccuparsi. Tutti mi dicono che forse il virus che ho avuto non è un vero e proprio virus, ma più un insieme di sintomi che sono nati dall’ansia e dallo stress per la discussione. Beh, se così fosse, prego affinché possa imparare ad esternare l’ansia, invece che assorbirla e doverla combattere al bagno….scusate la franchezza.

In ogni caso, la discussione è stata più come una chiacchierata con la relatrice e la correlatrice. È durata poco, a parer mio, forse 10 minuti. Ho parlato, ma per di più ho interagito con le prof che facevano domande e/o osservazioni. In un’occasione la mia relatrice (che ho insultato molto in questo blog) mi è venuta in soccorso, e mentre ripetevo alcune cose mi sorrideva o faceva l’occhiolino (forse il momento in cui mi sono sentita più apprezzata e dove il mio lavoro è stato più riconosciuto!). Mi hanno fatta uscire e hanno deciso il voto: 5/5, che sommato al 108 di partenza, dà 113 come punteggio finale.

Sono contenta di questo voto, ma sembro essere l’unica. Sì, ok, i complimenti e congratulazioni di turno sono ben accetti, ma bo, non so. Neanche i miei genitori hanno fatto i salti di gioia, quando gliel’ho riferito. E, anzi, quando ho sottolineato che avrei preferito un “brava” di persona a un “brava” al telefono, mi hanno detto: “scusa se non abbiamo preparato le fanfare. Quanto vuoi essere lodata, figlia mia..”.
Bah, no, non voglio essere lodata. Mi sono laureata con 110 e lode all’Università, rientrando nei tre anni.

So che per loro è una cosa normale, dato che li ho abituati bene in questi anni, con i miei voti, ma vorrei , per una volta, una sola, un brava sincero, e non uno di circostanza.

Ma forse chiedo troppo.

Comunque, non ho potuto neanche festeggiare perché lunedì ero ancora mezza malata, e non festeggerò se non il giorno della proclamazione.

Sto pensando che il mio status di laureanda è ormai agli sgoccioli. Che cosa ne sarà di questo blog?

Ultimamente non ho niente di certo, e quando dico niente, intendo niente. Non mi dilungo su cosa e chi mi sono crollati inesorabilmente, ma sono crollati e, sinceramente, mi sono stancata di essere sempre quella che raccoglie i pezzi e prova a riattaccarli. Prima o poi i pezzi non si riattaccano, se continuano ad essere inzuppati nell’attak. E poi la minestra riscaldata non piace a nessuno.

Vabbè..sto divagando.

Tutto questo per dirvi che mi manca solo la proclamazione per essere laureata!

Bah.

Stay free

Kaylali

Ah, Ps. vorrei un mp3. Perché se la musica è l’unica cosa che riesce a farmi uscire da me, ogni tanto, non posso neanche ascoltarla come si deve. Non ho un mp3, né delle cuffie. Chi legge e magari pensa a un regalo per la mia laurea, mai cosa potrebbe essermi più gradita. A buon intenditor, poche parole

Ah, comunque, HO FINITO IL TERZO CAPITOLOOOOOO

NON CI POSSO CREDERE. HO FINITO DI SCRIVERE ANCHE IL TERZO CAPITOLOOOOOOOOOOOO.

Ok, forse tutta questa contentezza è esagerata, dal momento che il capitolo deve ancora passare sotto l’occhio attento (pure troppo!) della relatrice, e poi devo ancora scrivere l’introduzione, però, dai..cioè, insomma..HO FINITO IL TERZO CAPITOLO!!

Ovviamente quello che avevo scritto molti post fa, ovvero che non sapevo più cosa scrivere, si è dimostrato del tutto infondato (come un mio attento lettore aveva già preannunciato!).
Alla fine del terzo capitolo, infatti, mi sono resa conto di aver scritto molto (ma sempre rientrando nelle 15000 parole concesse) e di aver ripetuto il concetto molte volte, ma, almeno penso, senza risultare troppo banale o ripetitiva!

Il capitolo è già arrivato sano e salvo all’e-mail della relatrice, che ultimamente mi risponde solo con “ricevuto!”, e io quando leggo aggiungo “Passo e chiudo. Roger!”.
Ma nel frattempo è stato anche corretto dalla mia correttrice bozze personale (che inserirò tra i ringraziamenti!!), molto paziente e gentile ha corretto tutti e tre i miei capitoli e soprattutto ha scovato tutte le virgole fuori posto!!!!!!!!

Beh, insomma..il capitolo è scritto, domani (o dopo domani, magari oggi mi prendo un giorno di pausa) compilo la domanda di laurea che lunedì consegnerò!!
Penso solo che dopo aver litigato con la segretaria (cioè..è matematico che ci litigherò) mi renderò conto che il mio destino da laureanda sta volgendo al termine!!

Ah, a proposito..domenica come avrete intuito dovrò riprendere i miei adorati treni e sperare che Trenitalia non mi faccia nessuna brutta sorpresa!!! Incrociate le dita per me!!!

Ah, altra cosa..insieme a me si laureeranno anche altre mie amiche, e sono già in lavorazione dei papiri per loro! Sembra presto (pure a me, sinceramente sembra presto) ma sono già stata contattata da alcune amiche delle mie amiche! Dovrò mettermi sotto a scrivere alcuni episodi (ovviamente divertenti e, se possibile, imbarazzanti) in rima.
Il mio passato da organizzatrice di feste per bambini, con annesse cacce al tesoro (rigorosamente in rima!) mi torneranno utili!

Per adesso vi saluto che vado a schiacciare un pisolino..

Stay free

..eeee HO FINITO IL TERZO CAPITOOOOLOOOOOOOOOOOO

Kaylali

In carrozza!!! Si ricomincia!

Ciao miei cari lettori!!
Devo dire che oltre alla sottoscritta, in vacanza sono andate anche tutte le difese immunitarie!
Avevo appena finito di prendere l’antibiotico per placche e linfonodi ingrossati, e zac! virus intestinale!!
Aiutooo! Qualcuno mi salviii!

Ovviamente il tutto arriva quando domenica dovrò tornare a Verona perché, indovinate!? Lunedì vado a parlare con la relatrice!
Ebbene sì, dopo il lungo periodo delle vacanze, è ora di chiacchierare “a quattr’occhi” come piace tanto a lei. Ovviamente non mi ha corretto il secondo capitolo, quindi andrò su per..boh!? ridiscutere il primo (ancora!!!!!!!!!!!!!!!!!!), dato che mi aveva scritto a luglio: “sostanzialmente questo va bene. In ogni caso ne parleremo a ricevimento a settembre”.

Secondo voi sono un’illusa a sperare che entro domenica riprenda in mano la mia mail, abbia un po’ di pietà e si metta a correggere anche il secondo?
Non rispondete. Sì sono un’illusa.

Ma, se andare su e giù a Verona per me ormai è routine, lo è un po’ meno per il mio portafogli.
Ho provato quindi a cercare una sistemazione per tutto il mese di settembre, ma c’è la Fiera del Marmo (evidentemente le Fiere vanno bene…) e quindi gli appartamenti nei residence sono già occupati per alcuni giorni di settembre, il che mi blocca il mese.
Quindi ho optato per i B&B. Mio. Dio.
Ok. Siamo a Verona, la città dell’Arena, di Romeo e Giulietta, la stagione lirica bla. bla. bla.

Ma tu, B&B con bagno in comune, ricavato all’interno dell’appartamentino che, come minimo risulta come prima casa, e non ci paghi manco l’Imu,non mi puoi far pagare una stanza per 1 PERSONA 110€. No, aspetta, lo riscrivo 110€. Magari nella colazione trovo pepite d’oro. Non so…

Alla fine ne ho trovato uno un po’ fuori dal centro a 40€ (il più economico tra quelli che mi hanno risposto) con bagno in comune, ma meglio di niente! In più ci sono anche le spese del treno…
E così. Niente da fare! La routine ricomincia, e con lei anche le arrabbiature e/o le scocciature!
Non si stava meglio in vacanza?!

Da una Kaylali allettata,
un saluto (un bacio sarebbe troppo infetto!).
Stay free!

Una giornata in treno, e in trans!!!

Ciao miei cari lettori!
Oggi vi scrivo dal sedile del treno che mi sta riportando a casa.

Come sapete ero in attesa della correzione della relatrice che, visto quanto mi aveva scritto, sembrava dovesse arrivare molto presto. E così è stato, sabato sera il mio primo capitolo era stato ufficialmente letto e corretto!
L’e-mail della prof diceva così: “Nel complesso bene, ma ne discuterei insieme. Ci vediamo lunedì?”.

Ora, come avrete intuito, anche se non l’ho scritto mai palesemente, sono della provincia di Ancona e frequento l’Università di Verona, per cui farmi il tragitto AN-VR non è proprio una passeggiata..
Ma, grazie a quei due santi dei miei genitori, che si sono offerti di accompagnarmi alla stazione anche se molto presto, ho deciso di approfittare della magnanimità della professoressa e di andare a ricevimento (anche se il suo “nel complesso, bene” mi ha lasciata perplessa).

Tralascio il fatto che, in un primo momento, mia mamma credeva che il treno che avrei dovuto prendere il lunedì mattina partisse alle 5.00……………fortunatamente ce n’è un altro alle 7.16, ma in ogni caso mi sono dovuta alzare alle 5.30, uscire alle 6.00 e prendere il treno.
Ho fatto la VIP, questa mattina, freccia bianca AN-BO e freccia argento BO-VR. E, vi dico pure che a Bologna ho preso il treno dai nuovi binari sotterranei..alla miseria, Bologna! I miei complimenti! Una stazione che sembra futuristica! Tutta questione di scale mobili e vetrate, neanche sembrava di essere più in Italia!!! Ovviamente la mia meraviglia e stupore si sono subito ridimensionati…10 minuti di ritardo!!!!!!!!!! Trenitalia non si smentisce mai!

Presa anche l’altra freccia, sono arrivata a Verona, mi sono precipitata all’Università e ho aspettato il mio turno per parlare con la relatrice. A detta delle persone che stavano aspettando me, ci sono stata circa 45 minuti a ricevimento da lei, ma a me sono sembrati molti di meno, nonostante l’ansia e l’angoscia che quella donna mi fa venire!
Ogni volta ha un paio d’occhiali diversi, super fashion, ovviamente. Oggi erano abbinati a una canotta bianca con decolleté in mostra, tutta pizzosa. E of course, gioielli e accessori anche loro abbinati. Non mi immagino come si può vestire quando ha i tesisti che si laureano!!! In vestito da sera!!

A dir la verità, sebbene la quantità delle cose che mi abbia corretto sia esagerata, la gravità non è così elevata. Molte cose sono tecniche e di formattazione, altre invece sono di comprensione. A detta sua utilizzo troppe citazioni e addirittura non le so manco scrivere bene! “è un lavoro critico, deve mettere la sua opinione!”. Ok, ma dopo non vi venire a dire che ad ogni pensiero che riporto devo collegare la fonte!!!!!!!!!
Ho il problema del passato remoto e presente storico!! Evidentemente è un problema serio, io non mi rendo conto di mescolarli così tanto, anche se la mia correttrice bozze personale me lo aveva fatto notare! 😉
Altre cose sono piccolezze, frasi da cambiare, “concetti da ammorbidire, perché è un po’ troppo radicale quando scrive”. Ahahah è un complimento o un’offesa, secondo voi??

Beh, dopo questo incontro, mi congeda dicendo di iniziare a scrivere il secondo che lei mi aspetta la prima settimana di luglio per correggerlo. Ehi! Non sono mica Wonder-woman!
Però sono contenta quando mi dice così, lo interpreto come un segnale positivo: evidentemente le piace ciò che scrivo (ma penso soprattutto su chi scrivo, dato che non perde occasione per dirmi: “Io conosco la famiglia della Kay, ci ho cenato insieme, conosco anche lei, lo sapeva?”. Cooooooooore mio, sì, lo so. Me lo hai ripetuto 10 volte già e ci siamo viste solo 3!!!!!!!!!!!).
Ho preso il treno di fretta alle 14.26, ho dormito (penso pure a bocca aperta, poveri miei vicini) fino a Bologna, e ho preso il treno per Ancona dal quale sto scrivendo. Sono le 18.10, finalmente il tipo davanti a me si è messo a dormire, mi ha raccontato tutta la sua vita, cosa che vi risparmio!! Si chiama Loris, e lavora nella ristorazione, magari lo conoscete pure voi! 😉 Ma almeno è simpatico, ed ha evitato che mi addormentassi, cosa che mi ha permesso di leggere e scrivere un po’.

Ah, ovviamente non ho internet qui. Quindi questo post lo leggerete in differita.

Da una stanca, esausta, sfinita, sonnolenta, rincoglionita, ma tutto sommato contenta Kaylali tanti saluti.

Stay free

P.S. Volete sapere quante ore complessive ho passato in treno oggi? Ben 9 ORE E 32 MINUTI.
Credo di non voler più toccare un treno fino al…8 luglio!! Ehehe

Kaylali

Maturità..potessi tornare indietro!

Buongiorno miei cari lettori!
Dai, oggi sarò piuttosto banale con il tema del mio post: la Maturità. Quella con la M maiuscola, perché per l’altra non basterebbe un post.

Prima cosa: ma cosa propinano dal Ministero per la Prima Prova? Mio fratello l’anno prossimo farà la Maturità e, solo a leggere alcune tracce, si è messo le mani tra i capelli.
Comprendo la scelta di spostarsi su autori contemporanei, che possano essere più vicini ai maturandi, e quindi non limitarsi a trattare i soliti Montale, Ungaretti, d’Annunzio..
Ma Magris non si nomina neanche durante il quinto anno delle superiori. La mia prof del liceo era veramente molto preparata, ama il suo mestiere ed è riuscita a trasmetterci la passione per la letteratura. Ma era anche consapevole che non c’è proprio la possibilità materiale di affrontare tutti gli autori del ‘900. Era infatti più che sorpresa quando come prima prova a noi è uscito un brano di Levi. Andiamo, di Levi si tratta solo Se questo è un uomo, raramente La Tregua. Ok, è vero che nell’analisi del testo si dà la possibilità di trattare l’autore e/o altri autori del ‘900, ma in ogni caso, qualora l’autore sia completamente sconosciuto (vedi Magris di ieri), si toglie una possibilità.

In generale devo dire che tutto l’esame di Maturità andrebbe rivisto, e sviluppato secondo i programmi scolastici, non completamente scordinato. Non è sempre il MIUR che decide il programma e quindi prepara le prove? Che si coordini, che diamine!!
L’esame di Maturità, poi, non tiene affatto conto di quello che uno studente fa durante l’anno. Ci sono i 25 crediti che vengono accumulati durante il triennio, ma in ogni caso, durante l’anno puoi non aver alzato un dito, e poi se fai bene l’esame te ne esci con un bel 80.
Quando ero in Erasmus, ho sentito molti miei amici stranieri..il loro esame di Maturità è tutt’altra cosa. Alcuni, scrivono un tema e basta. Altri hanno una prova scritta e una orale. Altri ancora non ce l’hanno proprio, il voto della maturità si basa sul voto del quinto anno.

Bah, sta di fatto che io per l’esame di Maturità avevo studiato come una forsennata. Mi ero ritirata in taverna, al fresco, avevo cosparso tutto il tavolo di libri, fogliettini, appunti, quaderni, mappe e chi più ne ha più ne metta. Da Gennaio a Giugno avevo pianificato ogni singolo giorno di studio, riuscendo ad arrivare a Giugno più che preparata tranne….che in storia.
Che strazio, ragazzi!!! Odio la storia. L’ho sempre odiata (dal Non Sufficiente in un'”interrogazione” in quarta elementare), la odio e la odierò sempre. Mi ero ridotta a studiarla nel sussidiario e nel libro delle medie di mio fratello.

brrrrrrr se ci ripenso mi vien male. Posso dire con sicurezza che ho studiato più per l’esame di Maturità che per qualsiasi singolo esame all’Università. Ero proprio agitata, ma anche sicurissima di saper tutto, di non poter essere sorpresa con nessuna domanda bastarda.
E infatti così è stato. Neanche mi ricordo cosa mi chiesero all’orale.
So solo che il 13 luglio era la penultima ad essere esaminata in tutto l’Istituto. Non c’era nessuno ad aspettare con me, tranne l’ultima. I professori erano stufi, era caldo, io ero tranquilla.
Sono entrata, mi sono seduta, ho iniziato a parlare come una macchinetta. Eh sì, la parlantina ce l’ho da un bel po’. E mentre ripetevo ero proprio sicura di quello che dicevo. Ed ero anche orgogliosa che la fatica di tutti quegli anni potesse essere premiata da un esame così brillante.

Alla prima prova scritta, invece, feci un errore enorme: scambiai un autore per un altro, quindi, nel saggio artistico-letterario, nel momento in cui scrissi le tesi di uno..ovviamente scrissi pan per focaccia. Delusa al massimo, quando me ne resi conto, ovviamente dopo aver consegnato, inviai un messaggio alla mia prof di italiano (quella di cui sopra): che carina lei si informava come stavano andando gli esami di tutta la classe. Non era in commissione, e penso ci sia rimasta male, ci voleva veramente bene. Lei mi tranquillizzò, mi suggerì di mandare un messaggio all’altra prof che, invece, era in commissione e anche lei mi disse: “Laura, non penso che questo errore mandi a monte il tuo esame. Quindi, respira, stai tranquilla e preparati per domani”
L’indomani, alla seconda prova, la prof mi si è avvicinata (tra l’altro avevo scelto la sua materia, inglese, of course). Mi disse: “Hai dormito stanotte? Sei tranquilla? Devi esserlo! Concentrati e ce la farai”.

Quanto mi manca questo rapporto con i professori!! Anzi, la mia tutrice adesso………

Ah, by the way, secondo paragrafo finitoooo! Ve l’ho detto che ho cancellato tutto quello che avevo scritto e ho ricominciato da capo?!
Lo so, non sono normale. Ma ricordatevi Who’s Kaylali..Precisa. Dannatamente precisa. Deve avere il controllo di tutto.

eheh

Stay Free.

Kaylali

PS. se ci sono maturandi che stanno leggendo, un grandissimo in bocca al lupo, ragazzi!!! Dai che ce la farete.

PPS. per i miei compagni del liceo, che belli che eravamo, soprattutto alla terza prova 😉 Con tutti quei vocabolari!!

PPPS. nella banalità più banalità, la notte prima degli esami ero da sola, nel mio letto e ascoltavo Venditti. 😉