Vivere con la Fibrosi Cistica

Merita di essere condiviso e letto da quante più persone possibili. Travolgente e a tratti anche forte.

- Sguardi Accesi -

Un pomeriggio di settembre, in una giornata in cui mi sentivo particolarmente bene, raggiunsi quello spiazzo del lungopo a grandi pedalate sulla mia bici azzurra, senza troppa fatica. Non tossivo, avevo mangiato con buon appetito, non avevo crampi alla pancia e non sentivo il bisogno di fare un aerosol liberatorio. Guardavo il fiume scorrere silenziosamente, strizzando lievemente gli occhi per la troppa luce, quando mi ricordai dell’atmosfera grigia dipinta dall’autunno dell’anno precedente, in cui l’acqua rifletteva il colore infelice del cielo e gli alberi attorno sembravano imitarla. Nulla in quella vista assumeva un colore proprio e indistinto dal resto e così appariva tutto noiosamente piatto e monotono. Quel giorno invece pareva un’orchestra di colori la cui vivacità data dall’estate appena passata cominciava a lasciar spazio al calore tipico delle sfumature autunnali. Inspiravo distendendo le braccia al cielo e godevo di quell’aria così frizzante e leggera che potevo respirare. Ogni respiro…

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..é questa la magia di Gardaland!!

Ehilà, lettori, scusate per l’assenza. In questi giorni sono molto impegnata, ma per adesso non posso svelarvi la causa..pazientate, pazientate!! Intanto vi racconto la giornata bellissima trascorsa a Gardaland.
Iniziamo con questa:
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Cioè. L’albero di Prezzemolo, e ho detto tutto.

È stato bellissimo poter piombare per una giornata intera nel mondo delle favole. E bambina ci sono diventata davvero. Ero proprio contenta e serena, senza pensieri per la testa se non del tipo: “Dov’è Prezzemolo che voglio farmi una foto con lui?” o “Quanto dovremmo aspettare per salire su questa attrazione?”.

La giornata è stata bellissima. Sia per il clima, caldo torrenziale stemperato da, Dio li benedica, i molti giochi d’acqua, sia per la compagnia. Eravamo in tre, io e due mie compagne d’università, il numero giusto per non creare troppi problemi, e i tipi di persone adatte a godersi appieno il parco: né troppo fifone, né troppo spericolate.

Premetto, HO FATTO IL BLU TORNADO. Cioè, parliamone. Io, fifona di natura, sono stata persuasa a fare il BLU TORNADO. Non vi dico il panico che mi ha assalito giusto giusto 2 secondi prima di sedermi, e il modo in cui stavo stritolando la protezione……..mi ero ripromessa di tenere la mano alla mia amica perché così mi fossi sentita più sicura, ma quando sono arrivata lì non ho mollato la protezione! Alla fine, tanta paura per niente..il giro è durato davvero poco!

Abbiamo fatto quasi tutte le attrazioni, tranne quelle troppo spericolate..e poi, beh, poi sono arrivata da lui..

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Tutto coloratissimo e lucentissimo, tutto …issimo, insomma!!! Ci sono i negozi delle caramelle con la parete d’acqua, il trenino, i funghetti che spruzzano l’acqua, senza ombra di dubbio è la parte migliore del parco! E dovreste vedere gli sguardi dei bambini..meravigliosi!
E mi è venuta una voglia matta di lavorare a Gardaland! Come si fa a non voler lavorare là dentro? è vero, da spettatore fa un altro effetto rispetto a doverci lavorare tutto il giorno, ma, se proprio non dovessi trovare nient’altro, questa potrebbe essere un’ottima alternativa!

Soprattutto questa idea mi è balenata in testa quando ho assistito a questo episodio; chiamatela deformazione professionale o quello che volete, ma mi si sono contorte le budella.

Turista all’interno del parco, in inglese, si rivolge alla responsabile di quella attrazione: “Excuse-me, is this Prezzemolo’s House?”.
Lei: “no. Dis is not la casa di prezzemolo. Dis is house all around.[gesto inequivocabile dell’all around] prezzemolo’s house è alla prossima porta”.

Cioè, veramente, no, vi prego. Almeno all’interno di un parco nei pressi del Lago di Garda. Non dico di saper parlare tedesco (il tipo e la sua famiglia erano tedeschi), ma almeno inglese.

E poi ci sono persone che si ostinano a ripetermi: “Ma perché studi l’inglese, tanto adesso LO SANNO TUTTI”.

BAH.
Comunque lasciando questo episodio, la giornata è passata proprio alla grande. Per la prima volta sono entrata in un parco alle 9, orario d’apertura e me ne sono andata alle 23, orario di chiusura. Ero esausta, eh, s’intende, ma proprio soddisfatta!!!!! Dovreste vedere le mie foto, sfoggio in tutte una faccetta proprio contenta..tipo una bambina che ha esaudito il suo sogno!! Ah, se ve lo state chiedendo..OVVIAMENTE L’HO FATTA LA FOTO CON PREZZEMOLO! Addirittura due, con lui e tutti i suoi amici. E altre due pure con Sid e Scrat dell’Era Glaciale..insomma, sono apposto per un bel po’!!

Stay free..and children.

Baci

Kaylali

Sogni e lacrime

Non esiste una vera e propria regola nel mio blog; cioè, se ho voglia di scrivere 2 pagine al giorno, posso farlo e, se non ho voglia di scrivere nulla, nessuno può biasimarmi.

Avrei voluto scrivere questa notte, svegliarmi nel bel mezzo del sogno che stavo facendo, asciugarmi le lacrime che scendevano per colpa dello stesso sogno e scrivere. Ma sono troppo pigra, per cui non l’ho fatto.

Sfortunatamente il sogno me lo ricordo ancora, molto spesso mi capita di dimenticarli, ma questa volta non è così.

Tutto è iniziato con la visione mia e di una mia cara amica al telefono. Avevamo litigato pesantemente, lei era con il suo fidanzato dall’altra parte della cornetta e scandiva queste parole: “Bene, allora non contare mai più su di me!”. L’immagine si ferma sul suo volto molto arrabbiato, come in realtà ho visto solo una volta da quando la conosco e nel frattempo io pensavo che veramente era finita.
Alcuni giorni più tardi eccomi laureata, con un vestito comprato da una bancarella cinese, festeggiare da sola con la mia famiglia, perché non avevo voluto avvertire nessuno.
I miei genitori erano tristi e abbattuti, io sembravo impassibile. Come regalo ho chiesto un biglietto solo andata per Londra. Sono partita il giorno dopo la mia laurea, senza che nessuno lo sapesse, tranne appunto, i miei genitori, mio fratello e mia nonna.

Io poi scompaio dal sogno. Arriva una chiamata a casa, mamma risponde e dall’altra parte c’è quell’amica di cui sopra. Le chiede dove sono, vuole parlarmi, dice che anche se è tutta colpa mia, lei è pronta a riallacciare i rapporti. Mamma sale le scale, entra in camera mia e mentre le spiega dove sono in quel momento, scoppia a piangere.

Il sogno, per fortuna, finisce qui.

Giuro che non ho visto nessun film drammatico ieri sera, né telefilm strappalacrime, né ho letto libri sdolcinati (gli unici che dovrei leggere sono quelli della tesi, a dir la verità). Non sono neanche andata a leggere l’interpretazione, questa volta mi sembra piuttosto chiara.

Bah. Vi lascio con questa frase che ho visto tappezzata nella mia bacheca Facebook da almeno 6 contatti (penso che provenga da una di quelle pagine che, non so come faccia, condivide dei link sempre con frasi giuste, forse per questo i miei contatti l’hanno poi ricondivisa), penso faccia proprio al caso mio

“Ognuno sogna..quello che si merita di sognare”

Ne approfitto per fare gli auguri a due persone speciali, che (cavoli!) ormai conosco da 8 e 6 anni!! Tanti auguri di buon compleanno a voi! Anche se oggi siete impegnate con l’università, spero che possiate passare un giorno bellissimo e..pieno di regali!!

Stay free

Kaylali

I sogni non mentono!

Buongiorno, lettori!
Stamattina mi sono svegliata un po’ ansiosa, tutta colpa del sogno che ho appena fatto! Da quando ho iniziato solo a pensare alla mia tesi, i miei sogni si fanno via via sempre più angoscianti.
Io A D O R O sognare, soprattutto a occhi aperti, e trovo veramente intrigante poter interpretare i nostri sogni. E’ come se leggessimo noi stessi da un’altra prospettiva, non trovate?
Normalmente ogni persona conosce sè stessa/o e le proprie emozioni, ma attraverso il sogno escono aspetti che mai avremmo potuto pensare.

Purtroppo l’analisi non è mai così facile. In particolare, stanotte ho sognato di essere cieca.

È stato veramente frustrante, ve lo assicuro. Qua e là sulla rete ho trovato questa “interpretazione”, che forse può fare al caso mio.

Sognare di essere ciechi può essere terrorizzante, ma è un modo efficace attraverso cui l’inconscio individuale esprime la cecità della coscienza, la visione limitata dei Sè primari, o, al contrario, la dominanza del materiale inconscio non elaborato che sta offuscando il sognatore.

Insomma, ciò che ho appena scritto sopra!! Il mio inconscio mi sta dicendo che devo aprire gli occhi e vedere con nuovi occhi (cito sempre dallo stesso sito).

E’ un’immagine onirica spesso legata ai percorsi di analisi, dove sottolinea una nuova consapevolezza: si è stati o si è ancora immersi nelle tenebre, ed il problema è cominciare a confrontarsi con questo.

Tranquilli, non sono in analisi e non sapevo neanche di essere nelle tenebre!
Ma, dato che i sogni non mentono, cercherò di prendere atto di questa mia situazione.

Quindi, devo uscire dalle tenebre! Che le tenebre siano la confusione che ho sulla mia tesi?
Oh, sì, molto probabile! Sono due settimane che continuo a raccogliere materiale. Quello già accordato con la mia relatrice è introvabile, se non dall’altra parte del mondo (perchè no? Chi non vorrebbe andare in California per consultare un libro?!). Argomenti che, invece, non avevo intenzione neanche di sfiorare, sono belli belli trattati in libri addirittura consultabili su googlebooks.com (sia benedetto).

Forse il mio sogno mi sta dicendo che devo rivalutare tutto il lavoro e guardarlo con occhi diversi?

Bhè, non ho nulla da perdere. Ci provo e vi farò sapere.

Stay free.

Baci.

Kaylali