Piccolo spazio sfogo, in attesa della correzione!!

Ciao lettori!

Sono di frettissima, ma un pensiero ve lo voglio lasciare!

Siete mai riusciti a capire il momento in cui siete diventati grandi? Mi spiego meglio, vi è mai successo di fare qualcosa in modo naturale per poi, solo dopo, capire che fino a qualche anno prima non vi sareste comportati allo stesso modo, e che, quindi, potreste dire di aver tenuto un comportamento più maturo?

Ultimamente a me succede. Magari dico qualcosa, faccio qualcosa, e solo dopo mi rendo conto che fino a qualche tempo fa non mi sarei comportata così.

Mi riferisco soprattutto alla tolleranza. Secondo me è l’Erasmus che mi ha cambiata, anzi ne sono sicura. Fino a qualche mese fa andavo su tutte le furie per una parola detta male, per una parola di troppo, o di meno, per un comportamento che ritenevo sbagliato o scorretto.

Adesso invece, mi rendo conto, sono più tollerante. Cerco di capire il perché e il per come quella determinata persona si sia comportata a quel modo ed evitare di attaccarla e di mangiarla che non è ancora cotta, come mi dice spesso mamma. Cosa più importante, poi, ho smesso di cercare di cambiare le persone a mia immagine e somiglianza. Non sono tutti come me, (e per fortuna! Sennò chi ci sopporterebbe!? XD) e quindi ho imparato ad accettare una persona così com’è, apprezzandone i difetti e i pregi.

Ho imparato, inoltre, a parlare direttamente con la persona interessata. Non utilizzare doppi sensi, frasi con un destinatario ben diretto ma nascosto, giramenti di parole. Onestà e sincerità, e schiettezza, ovviamente.

Una cosa che continuo a fare, invece, è quella di farmi troppi scrupoli, di pensare troppo, come dice qualcuno di mia conoscenza. Pensare se questo va bene o no, se potrebbe ferire la persona o no, quale potrebbe essere la sua reazione, se potrei potenzialmente farle del male, quando invece sarebbe molto più facile agire per quella che sono, senza tante congetture.

Tanto le persone non pensano, in generale. Ti sbattono in faccia le cose fregandosene se possono far male. Sono egoiste ed egocentriche, al mondo esistono loro e i loro problemi, a te non resta che prostrarti fare tutto quello che ti richiedono e neanche sentirti ringraziato. Però io sto zitta anche in questo caso, perché non mi va di chiedere la ricompensa (in alcuni casi molto alta), perché si fa un piacere, anche se l’altra persona non ne riconosce il valore, o la fatica che ho impiegato per farlo.

TUTTO è DOVUTO nel loro mondo. Tutti devono stare ai loro ordini. Ma ciononostante io continuo a servirli.

Mh. Questo tratto del mio carattere sarà più difficile da cambiare, ma farò il mio meglio.

Cambio discorso. Come vedete dall’immagine a lato…HO FINITO IL PRIMO CAPITOLO DELLA MIA TESIIIIIIIIII.

L’ho fatto leggere a una persona fidata, che ha corretto virgole e passati remoti (ahi ahi ahi mio punto debolissimo), l’ho inviata alla relatrice che prontamente ha risposto. “Con un po’ di fortuna la correggerò entro il week-end”.

Ora sono agitatissima, e se non le piacessi come l’ho scritta? Come ho trattato gli argomenti? Il fatto che sia scritta in italiano ma ovunque sia stato  possibile ho inserito parole in inglese? (capirà secondo voi che volevo farla in lingua? :P).
Ma NO. Basta pensare. Se non le piace, la rifarò, giusto?

Fortunatamente il mio weekend iniziato ieri sera è pienissimo di cose da fare, almeno la mia mente sarà impegnata a fare qualcos’altro.

Buon sabato! E buon mare se qualcuno è già andato!

Stay free.

Kaylali

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Vi presento Dale Carnegie

Ciao lettori!

Finalmente oggi è stata una giornata di sole, dopo un inverno fin troppo lungo e piovoso!
E dopo tanto tempo sono andata nel mio giardino, mi sono seduta sulla panchina e sotto un bel sole caldo ho iniziato a leggere un bel libro. Non è un libro per la tesi, né un libro per l’esame di Marketing che dovrò sostenere tra un mese. E’ un libro che mia mamma ha trovato tra le mille cose che mio padre porta a casa da lavoro, è un libro che il suo capo gli ha regalato e consigliato vivamente di leggere e che, ovviamente, lui ha dimenticato subito.

Già dal titolo ho capito che sarebbe potuto essere un libro come pochi. Perché dovete sapere che io leggo raramente. Lo so, non me ne faccio un vanto, ma non riesco a dedicare molto tempo ai libri, soprattutto se questi sono lunghi e non mi colpiscono fin dalle prime righe.
Questo è diverso. Il titolo è Come trattare gli altri e farseli amici di Dale Carnegie. L’ho iniziato alle 19.00 e, contando che ho anche cenato, sono arrivata a pagina 55. E ho riletto i primi tre capitoli due volte ciascuno. Perché così dice l’autore.
Ebbene sì, ci sono delle vere e proprie istruzioni su come utilizzare questo manuale, lo definirei.
Ci sono citazioni da personalità autorevoli, una su tutte quella di Lincoln, aneddoti così reali da farmi chiedere a volte: “Come ha fatto a scrivere su di me?”. Mi sono dovuta fermare più e più volte su alcune frasi perché rispecchiano alla perfezioni alcuni miei comportamenti che, a detta del libro, sono scorretti.
Non vi annoierò di più con questo libro. Vi vorrei solo lasciare una frase che l’autore cita da John Wanamaker

Ho imparato trent’anni fa che è inutile rimproverare la gente. Ho già abbastanza guai per superare i miei limiti personali senza bisogno di farmi il sangue amaro per l’evidente constatazione che il buon Dio non ha ritenuto di distribuire a tutti un’eguale misura di intelligenza!

Mr. Wanamaker grazie! E soprattutto grazie Dale Carnagie, ho appena imparato a conoscerla ma penso proprio che il suo libro mi cambierà!

Vi lascio un P.S. Ultimamente mi sveglio e penso già a cosa vorrei scrivere sul mio blog (sempre più seguito, ne sono onorata, grazie!). Puntualmente, però, le circostanze mi propongono tanti altri spunti su cui (s)parlare e tutto ciò di cui avrei voluto farvi partecipi viene rimandato al prossimo post. Non preoccupatevi, finché avrete voglia di leggermi, avrete sempre la possibilità di scoprire un piccolo pezzetto di me.

Per stasera vi lascio con una frase di Cornegie che cita Alfred Lunt.

Non c’è niente di cui io abbia tanto bisogno quanto del nutrimento per la mia autostima.

Porca miseria se è vero..

Stay free

Kaylali