“Tornerò con un leone. Voglio impagliarlo e regalarlo a Bartali.” Fausto Coppi

Ciao a tutti!
Anche se ufficialmente il 26 maggio è già passato (sono le 00.10), vi voglio parlare di quello che è successo oggi a Brescia.
La festa per il Giro d’Italia. Per la corsa ciclistica che accarezza ogni luogo d’Italia durante gli anni, emozionando ed emozionandomi ogni anno di più.
La passione per questo sport me l’ha trasmessa mia mamma che, appassionata di viaggi e turismo qual’è, guardava il giro quasi esclusivamente per godersi lo spettacolo (veramente emozionante) dei paesaggi che scorrevano veloci dietro i corridori.
Un po’ passivamente, ho iniziato anche io a guardarlo con quest’ottica.
Due anni fa, invece, ho scoperto nella mia coinquilina una vera e propria appassionata (autentica, però) che mi ha avvicinato ancora di più a questo sport e addirittura mi ha accompagnato l’anno scorso a vederlo dal vivo a Verona.
Che emozione indescrivibile!
La stessa che avranno vissuto oggi (moltiplicata all’ennesima potenza!) a Brescia.
Un’emozione che non si descrive e forse è difficile da capire per chi non conosce questo sport.
Seguire tutte le tappe significa soffrire con i corridori, affezionarsi ad alcuni e “odiarne” altri,  ammirare come degli uomini magrissimi (non hanno un filo di grasso corporeo, tanti muscoli, ma ciononostante magrissimi, a vederli dal vivo fanno paura) riescano a stare complessivamente 80 ore in bicicletta, percorrere 3.000 km e passa e addirittura quest’anno, anche pedalare kilometri e kilometri con la pioggia, a volte la neve battente a 80km/h che ti taglia la faccia e ciliegina sulla torta, anche il gelo.
Ammiro tutti loro.
Per patriottismo, e perché l’ho incrociato tantissime volte mentre ero in macchina, ho un debole per il mio corregionale Michele Scarponi. Lui ha sofferto veramente il freddo, aveva le mani gelate o brinate, come lui stesso ha detto e si è riscaldato appoggiandole al collo del massaggiatore.
E poi ci sono quelle scalate che portano in cima alle montagne più belle d’Italia, che sembra quasi si arrivi a toccare il cielo. Si ricordano i grandi del passato, Coppi, Bartali e Pantani.
E..beh, avete capito, amo questo sport.

La cosa che mi fa veramente incavolare (autocensura) è il fatto che se ne parli ESCLUSIVAMENTE quando succede qualcosa di brutto. Scommetto che tutti avrete sentito del Giro solo venerdì scorso, quando si è scoperto che Di Luca è un dopato (non commenterò su questo, ognuno è padrone della sua vita e delle sue scelte).

Ma nessuno ha parlato del Galibier, di Nibali, di Visconti, di Battaglin…nessuno.
Ma vabbè, siamo in Italia, si parla sempre e solo di calcio.

Due parole su Nibali. GRANDE, GRANDE, GRANDE, GRANDE VINCENZO NIBALI! Ha dominato per tutto il Giro d’Italia, ha onorato l’Italia vincendo il suo Giro e ha mantenuto la sua semplicità.

Che dire? Arrivederci all’anno prossimo, mio Giro. Sperando in un tempo più clemente e, personalmente, spero di potermelo godere di nuovo dal vivo.

P.S. Un altro augurio lo devo fare. Mi auguro che il Giro possa tornare ad essere così, per farlo vivere a chi, come me, tanto tempo fa non era ancora nato.

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Stay free

Kaylali

P.P.S. Ho riletto il post, lo so, ho ripetuto molte volte emozione e passione, mi dispiace se vi ha causato fastidio durante la lettura, ma non li cambierò. 😉

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Rimanete liberi!

Ciao a tutti! Oggi è una giornata di festa, di cui molti italiani ignorano il vero significato.
Anche nella mia famiglia non siamo da meno, è un’altra giornata in cui si mangia fino allo sfinimento e, se il tempo lo permette, si esce per la classica scampagnata.

Questa mattina, però, invece di svegliarmi alle 11 e restare in pigiama fino all’ora di pranzo, mi sono vestita in modo decente (non so da quanto è che non mi trucco per uscire, o meglio non considerando il cinese di domenica, non so neanche da quanto tempo è che non esco!!) e con la mia famigliola siamo andati presso il comune. Lì mio fratello, che a dicembre compirà 18 anni, ha ricevuto dalle mani del sindaco la Costituzione della Repubblica Italiana.

Avere in mano quel documento, spero, lo possa aiutare ad avere almeno fiducia nella nostra Italia (non nei politici, per carità), perchè penso che il nostro sia uno dei più bei paesi al mondo.
Quando si va all’estero, e quando soprattutto si trascorrono 6 mesi lontano dalla tua nazione, si notano subito le differenze abissali tra il Bel Paese e il resto del mondo: i giovani non hanno lavoro, la percentuale di coloro che sanno una seconda lingua è misera rispetto a qualsiasi altra nazione, i costi della vita sono elevati, le trafile burocratiche ti obbligano a file e file davanti gli uffici che, la maggiorparte delle volte, non portano a nulla.
Ma è sufficiente aspettare 3/4 settimane per apprezzare la vera anima dell’Italia. Il cibo, i paesaggi: abbiamo mari, monti, colline, Isole, vulcani, il sole che illumina le spiagge, le città d’arte che affascinano, la cordialità e l’apertura degli italiani e.. potrei continuare.
E’ per questo che, a volte, mi arrabbio quando sento qualcuno che mi dice: “Bè, dopo la tesi vattene da questo paese, perchè qualunque nazione è meglio dell’Italia!”.

Mia nonna, che, coincidenza, si chiama Italia, mi ha sempre ripetuto una cosa: “Non si sputa mai nel piatto dove si è mangiato!”. Per costruire questa Italia, per liberarla dall’oppressione di regimi totalitari sono morte molte persone. Per poter concedere il voto alle donne, alcune di esse si sono immolate per l’amore per la patria. Per firmare la Costituzione, proprio quella che mio fratello ha già lasciato sopra il mobile pronta a prender polvere, i nostri nonni e bisnonni hanno dovuto affrontare guerre e morte.

Per questo non ritengo giusto bistrattare così spudoratamente il 25 Aprile. So anche che non posso pretendere che ciascun italiano non festegg,i perchè oggi dopotutto è giorno di festa, ma mi auguro, almeno, che alcuni tra di noi pensino un po’ al nostro paese e ringrazino chi è morto anche per noi!

L’anno scorso ho passato anche io il 25 Aprile fuori. Non sono rimasta a casa a pensare al significato del 15 Aprile per tutto il giorno, penso sia chiedere troppo a ciascuno di noi! Sono andata a Sirmione con le mie amiche dell’università. E’ stata una giornata bellissima! Quest’anno, purtroppo, sono a casa, forse nel pomeriggio andrò al mare a fare una passeggiata! Mamma molto carinamente ha detto: “Eh, non tutti gli anni sono uguali, magari l’anno prossimo non starai neanche in italia!”

Credici, mamma.

Buona scampagnata a tutti coloro che sono fuori o semplicemente buona giornata di festa

Oggi, più che mai, il mio motto Stay free calza a pennello, e per l’occasione lo scrivo anche in italiano.

Baci

Rimanete liberi

Kaylali