Respira…

Buonasera, o meglio, Guten Abend!
Ebbene sì, questa sera vorrei accennarvi alla Germania, ovvero al paese che per 6 mesi mi ha permesso di vivere la più bella esperienza della mia vita.
Mi ero ripromessa di giocare la carta Germania qualche post più avanti, ma oggi non posso far a meno di raccontarvi di Dagmar.

Partendo dall’inizio, per 6 mesi ho vissuto a Mainz, bellissima cittadina vicino Francoforte sul Meno grazie all’Erasmus. Vorrei potervi parlare di questi sei mesi in altri post, ma posso solo accennarvi che Mainz mi ha portato tante cose, tante nuove esperienze, una nuova lingua, una nuova città e soprattutto una nuova me. Questa nuova me la devo a tutte le cose che ho elencato prima e a molte, davvero molte altre. In particolare la devo a tutte quelle nuove persone che ho conosciuto, che, senza che io me ne accorgessi, si sono rubate un pezzetto del mio cuore, una briciola ciascuno che però, insieme costituiscono un pezzo non indifferente.

Tra queste persone ce ne sono tante di cui vi vorrei parlare, ma stasera vorrei soffermarmi su quella che è diventata la mia mamma tedesca, Dagmar, appunto. Non è che non voglia dedicare tempo e spazio alle altre, no, è solo che parlarne adesso mi renderebbe triste, perché mi mancano in una maniera assurda, come se, appunto, mancasse una parte di me. Dato che oggi non ho voglia di essere triste, proprio nun me va, vi parlerò di una e-mail che mi è arrivata.

L’e-mail viene dalla mia mamma tedesca, che non pensavo in 5 mesi scarsi avesse imparato a conoscermi così bene. A volte penso che le persone che conosci da poco, o che hanno conosciuto solo una parte di te, ti capiscano meglio di chiunque altro. A chi magari hai mostrato solo una faccia della medaglia, avrà la capacità di capirti di più. A quelle persone a cui hai donato tutta te stessa, invece, a volte vorrei non averlo fatto. Non sembrano più interessate a te, in un certo senso, se non per chiederti pareri o per sfogarsi. Se ti doni troppo forse, e sottolineo forse, non ti resta che fungere da valvola di sfogo per gli altri, che sembrano dimenticarsi di te.

Ma ok, sto divagando. Anche perché questo non è certo il caso di Dagmar.

A Mainz, esiste un’organizzazione efficientisssssssima per gli studenti Erasmus. Organizzano veramente di tutto e di più, e tra i vari progetti c’è anche il “Fremden werden Freunde”, che tradotto significa: Gli stranieri diventano amici, ovvero famiglie tedesche che ospitano per tutte le volte e le occasioni che vogliono degli studenti stranieri.
Durante i primi mesi in un paese straniero, fai poco caso alle varie iniziative che ti propongono, tanto sei frastornata e incasinata. Per questo il periodo per iscriversi al progetto mi è proprio passato di testa.
L’occasione venne però alla cena del Ringraziamento (eh sì, anche questa hanno organizzato) in cui col fare speranzoso mi sono rivolta all’organizzatrice del progetto pregandola di poter trovare una famiglia partner per me.
La signora, gentilissima, si gira e mi fa: “ Guarda, ci sono giusto due signore che partecipano alla cena in qualità di ospiti, questa sera. Vuoi che chieda a una di loro se è interessata al progetto?”. Non potevo crederci, la sera stessa l’ho chiesto e la sera stessa l’ho ottenuto. Fu così che conobbi Dagmar, la fantastica signora che dalla fine di novembre mi ha ospitato tutti i lunedì a cena a casa sua, mi ha presentata in famiglia come una vera figlia, mi ha fatto partecipe di tutte le meraviglie della sua strampalata famiglia, ma anche di tutti i drammi (parecchi, devo dire) e ha lasciato un vuoto anche lei il giorno in cui l’ho dovuta salutare. Ci siamo salutate, appunto, con la promessa che ci saremmo scritte e ci saremmo riviste presto anche perché “Sto costruendo una camera per gli ospiti, e quella dovrai inaugurarla tu!”.

Tra le tante e-mail che, in meno di un mese (sono ritornata il 2 aprile, sembra un’eternità c@!*o) ci siamo scritte, quella di oggi mi ha lasciata a bocca aperta e sicuramente ha guadagnato tutta l’attenzione dei miei lettori (se mai ce ne fossero); in ogni caso è giusto che le dedichi il mio post odierno.

Ovviamente la lettera è in tedesco e ve la metto qui sotto, chissà mai qualcuno tra di voi sappia il tedesco e ne voglia apprezzare l’originalità, per gli altri la traduco più in basso.

Dato che quando l’ho letta mi sono commossa molto, vi saluto qui, proprio per farvela gustare in pace.
Stay free.
Kaylali

Meine liebe Laura,

mach dir bitte keinen Stress mit dem Schreiben.

Ich lese manchmal auch nur alle 10 Tage meine Mails und will mich auch nicht unter Druck setzen. Schreib, wenn du Lust und Zeit hast, ansonsten funktioniert ja auch der Gedankenkontakt 🙂

[…]

Ich kann dir leider bei der Zimmersuche in Verona nicht behilflich sein, aber versuche dich zu entspannen. Es ist gleichgültig, ob du dieses oder nächstes Jahr fertig wirst. Arbeiten musst du noch lange genug 😦

Und meistens erschließen sich interessante Optionen, wenn es nicht genau so läuft, wie es geplant war – sieh es also einfach positiv.

Ich denke an dich und liebe Grüße auch von Melli, die sehr häufig von dir spricht und den Besuch in Italien fest in ihren Jahresplanung integriert hat. Ich habe ihr geraten mit dem Sparen anzufangen 🙂

Also, meine Liebe lass dich umarmen, drücken und atme tief durch

Bis bald und Kuss

Mia cara Laura

Non devi preoccuparti molto per quanto riguarda lo scrivere le e-mail.

A volte le leggo anche ogni 10 giorni e non ho neanche voglia di sentirmi sotto pressione. Scrivi semplicemente quando hai voglia e tempo, altrimenti non potrebbe neanche funzionare il contatto che abbiamo, fatto di pensieri J

[…]

Purtroppo non posso esserti molto d’aiuto per quanto riguarda la ricerca della camera a Verona, ma cerca di rilassarti. Fa lo stesso se tu finirai i tuoi studi questo, o il prossimo anno. Poi di lavorare ne avrai a sufficienza L
E forse ti si apriranno altre opzioni, proprio quando le cose vanno come NON si era pensato dovessero andare, devi vedere solo tutto dal lato positivo.

Ti penso molto e anche la piccola Melli ti saluta, parla spesso di te e già ha incluso nei suoi progetti futuri una prossima visita in italia. Io le ho consigliato di iniziare a mettere da parte dei soldi J

Perciò, tesoro mio, lasciati abbracciare e stringere forte, e mi raccomando, respira a fondo

A Presto, un bacio

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