Tra nuvole e foto

Odio le domeniche pomeriggio!! Avete presente quel senso di apatia, stanchezza (pur non avendo neanche alzato un dito tutto il giorno) e voglia di dormire?
Bene, aggiungeteci anche un bel cielo uggioso, con nuvole minacciose e colme di pioggia e avrete la mia situazione attuale!

Per non parlare della consapevolezza di dover studiare e la non voglia di farlo!

Quando ero piccola, le domeniche pomeriggio le passavo con mia mamma a guardare uno di quei bei film per famiglie che trasmettevano su canale 5, e poi a guardare le vecchie foto nei vecchi album!

Eh sì. Sembrano passati decenni e decenni! Quando scattare una foto significava scegliere accuratamente il soggetto, perché nel rullino c’erano solo 24 foto disponibili (36 quando proprio si andava in vacanza e si sapeva che si sarebbero fatte molte foto in più). Quando ad ogni foto dovevi girare la rotellina, altrimenti non potevi scattarne un’altra. Quando portavi il rullino dal fotografo e, almeno io, aspettavo impaziente di andare a riprenderle perché non potevi neanche immaginare come la foto fosse venuta.
E che sorpresa quando la foto era venuta talmente bene da guadagnarsi un posto d’onore nell’album!
E qui entravo in gioco io. Ritagliavo tutte le immagini che più mi piacevano dai giornali e munita di colori e colla abbellivo ogni pagina dell’album.
Puntualmente, ogni volta che dovevo decorare una nuova pagina, sfogliavo le precedenti, tanto da trascorrere la domenica pomeriggio così, con il tempo che scorreva e io che non mi accorgevo neppure!

Invece, adesso, sono ferma seduta sulla sedia della scrivania. Il foglio di Word bianco davanti a me e il puntatore che lampeggia dopo la scritta Indice.

Non so bene come mi sento in questi giorni. Forse confusa è la parola giusta.
Spero che, proprio come le nuvole minacciose grigie che vedo dalla mia finestra, anche questa confusione possa dileguarsi al più presto.

Dopotutto le previsioni dicono che domani sarà bel tempo.

Stay free.

Baci

Kaylali

P1100021

PS. Anche nella foto sono davanti al compIuter (quello lo scrisse mamma), ma sembro tutt’altro che confusa. Piccoli geni crescono!

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