Scene di vita quotidiana in quel di Bandon pt.1

La spesa. Punto saliente di ogni italiano all’estero. Qui nella crowded Bandon non ci sono molti supermercati, giusto quei 2-3 che, nonostante tutto, propongono prezzi oltraggiosi. E non parlo del prosciutto vero (??) di Parma o il blasonato Parmesan, ma anche la frutta e la verdura costano tanto. Poi però, sia ringraziato il Dio della convenienza, ci sono quelle offerte che ti fanno venir voglia di comprare tutto il negozio (una mela 55c, 5 mele 2€). E fu così che, tre baldi giovani (noi poveri coinquilini dell’appartamento 11, Silversprings) si ritrovarono a trasportare ben 4 buste del Lidl e una bella cassa d’acqua (perché quella del lavandino è proprio imbevibile!). Ho un dolore alle spalle che non avete idea! La strada non è così tanta, ma pesavano davvero troppo quelle buste. Abbiamo anche pensato di chiedere un passaggio ai tanto generosi irlandesi, ma, forti della nostra potenza, e con qualche pit stop di troppo, siamo arrivati a casa.

Beh, la nostra casa: abbiamo avuto la possibilità di contattare la proprietaria per aggiustarci la caldaia e la doccia, ma ha mandato il vicino che ha lasciato tutto com’era. Speranza vana. Il vicino. Questo sì che merita un capitolo a parte. I miei coinquilini l’hanno incontrato perché è stato lui ad aprire la porta il primo giorno, ben fiero delle porte del NOSTRO appartamento appena verniciate (solo oggi abbiamo potuto toccarle senza lasciale impronte) e hanno apprezzato la fiatella alcolica! Io l’ho incontrato oggi al Lidl, parla un inglese incomprensibile, pardon, il gaelico e ha uno sguardo un po’ da maniaco, actually. Diciamo che lui è il nostro vicino, il nostro pittore, ma soprattutto uno di noi! Dal momento che la proprietaria, alla nostra domanda, quando dovessimo essere a casa per aprirgli la porta, ha cortesemente risposto: “No problem, he’s his own keys!”

‘NSOMMA, ER PITTORE UNO DE NOI!

Stasera, altra sera, altro pub. Questo molto carino, e non c’entra niente con l’O’ Hara’s (che è il pub di ritrovo per noi dell’associazione). Aveva la musica dal vivo, le sedie ricavate dalle botti, il soffitto con boccali e bicchieri, e, ovviamente irlandesi sbronzissimi ( o no? Devo ancora aggiustare il radar per gli ubriachi, non riesco ancora a riconoscere lo sguardo da ‘mbriagone). Ovviamente tutti molto allupati dato che nei pub non c’è l’ombra di una donna, e subito attaccano bottone. Vi racconto questa, la mia amica fa: “Adesso questi attaccano bottone tra 3…2…1…e bam! Hi, where’re you from?
Anzi, quello che parlava con me era pure troppo sobrio (o no?!) e mi ha cercato tutti i siti dove trovare lavoro (perché gli ho detto che stavamo cercando lavoro).. CHE CARIIIIIIIIIINO (frase mia tipica, chi mi conosce sa, chi non mi conosce imparerà ad amarla come me!).

Beh serata conclusasi alla perfezione, ma senza birretta. Chiacchierate, musica, un po’ di chilling out e via, con la settimana!

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Piccolo spazio..sfogo!

Stasera sono un fascio di nervi!
Ah sì, scusate..ciao a tutti!!

Quando ero piccola e litigavo con i miei genitori (mio padre per di più) correvo in camera, mi mettevo sotto le coperte e aspettavo che mamma arrivasse per parlare con me. Quando mi sono trasferita al piano di sopra, nella mia nuova camera, la cosa si è fatta più interessante. Correre al piano di sopra, sbattere le porte e andare a dormire significava isolarsi completamente.
Questo succedeva fino alla fine del liceo. Quando sono andata all’Università, per fortuna, ho vissuto molto fuori, sono tornata in media una volta al mese e ovviamente in 3-4 giorni non c’era tempo di litigare, per questo per tre anni non si sono verificate corse sfrenate sulle scale e nessuna porta sbattuta con violenza. Almeno fino a stasera.

Che neeeeeeervi!
Non sto a spiegarvi il motivo della litigata (ai limiti del decente), ma il risultato è stato la corsa e la porta sbattuta, proprio come tre anni fa.
Ok, sono ancora una bambina a comportarmi così.
Ma non sto scrivendo per avere un giudizio, ma solo per sfogarmi..altrimenti vado di sotto e urlo a più non posso. Anzi..comincio a sgaggià, detto alla marchigiana.

Perchè avete notato che, se nella vita di tutti i giorni, proviamo e ci sforziamo a parlare italiano..quando siamo arrabbiati iniziamo (o almeno inizio io) a parlare in dialetto come, anzi peggio dei nostri nonni?
Mi ricordo le litigate al telefono che due mie coinquiline facevano con le mamme. Una di Vicenza e l’altra della provincia di Ragusa. Immaginatevi quanto potessi capire quando parlavano al telefono (e penso lo stesso abbiano pensato loro quando io litigavo al telefono).
Bello il dialetto. Ottima valvola di sfogo, quando serve. Proprio come il mio blog.
Ecco, non sono più arrabbiata.
Meglio così!

Adesso vado, c’è il bravissimo, bellissimo, affascinante, palestrato, fisicamente perfetto, con gli occhi stupendi beh, vabbè, avete capito..Raoul Bova, insomma. Su Canale 5, e per la maggior parte della puntata in piscina, ergo in costume da bagno.
Vado, anzi corro.

Stay free

Kaylali

“Lalla me suggerisci? T.V.1.K.D.B.X.S.N.T.L.D.M”

Stasera vi strapperò un sorriso. È una sfida, poi mi farete sapere se avrò vinto o meno.
La mia intenzione era ripercorrere una delle amicizie più belle che abbia, quelle che si fanno al liceo, quelle che rimarranno per sempre. Per poterne parlare, avrei voluto tirare fuori dal cassetto dei ricordi alcuni biglietti che ci scambiavamo tra i banchi. Ma, sorpresa, quei biglietti che avevo gelosamente nascosto in quel cassetto dei ricordi (non sto scherzano, ho veramente un cassetto dei ricordi, vedete foto qui sotto), non sono del liceo bensì delle scuole medie. Quindi, niente liceo per stasera, ma solo scuole medie.

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Bè, chi non si ricorda i compagni di classe delle scuole medie? Qui da me, nel mio paesino di 5000 abitanti, i tuoi compagni delle medie sono gli stessi dell’asilo e delle elementari. Non solo conosci loro, conosci i genitori, i tuoi genitori conoscono i loro, come una grande famiglia.
Ed è proprio alle medie che sai che quegli anni saranno gli ultimi che potrai passare in quell’atmosfera. Anzi no, non lo sai. Non lo sai perché quando hai 12-13 anni non ti importa del futuro, ma solo del presente (dovrei forse ritornare a quell’età?!).

E quindi la vita tra i banchi diventa un vero e proprio Far West, fatto di colpi bassi, gelosie, primi amori, grandi amicizie (anzi, gʀ4иd1551m3, perché scrivere normale..manco a pensarci), inviti, invidie e quant’altro. Non sarò io a parlarne ma i miei fantastici bigliettini, ricavati dalle povere prime e ultime pagine di quaderni maltrattati e scritti in un italiano (…..più dialetto che italiano) talmente incomprensibile da dover chiedere talvolta di riscrivere tutto da capo perché non si leggeva bene!
Ovviamente vi metto anche una testimonianza fotografica, e ditemi poi che non state sorridendo mentre leggete queste meraviglie. Ah, per la cronaca, questo è un tesoro che custodirò gelosamente!!

Ovviamente siamo a scuola, e come ogni classe che si rispetti, ci sono i somari e i secchioni. Io ero la secchiona. Dato il mio ruolo era normale avere delle richieste del tipo

Me suggerisci ntel compito? Me li promesso. T.V.1.K.D.B.X.S.N.T.L.D.M

Scommetto che vorreste la traduzione dell’ultima parte. Eccola qui: Ti Voglio Un(1) Casino (Kasino) Di Bene Per Sempre Non Te Lo Dimenticare Mai.

Ovviamente i suggerimenti erano talmente importanti da guadagnarsi anche l’amicizia delle persone più In della classe. Il brutto arrivava quando la professoressa di turno cambiava la disposizione dei banchi e i compagni di banco cambiavano..ahi ahi ahi, guai seri per i somari.

X Lalla rispondi Lalla me manchi tanto veronica non me fa copia mai ritorna al tuo posto per favore

Notare l’assenza di punteggiatura per creare l’effetto disperazione.
La secchiona di turno, cioè io, a quel punto si rendeva conto che la presunta amicizia era puro e semplice sfruttamento, ma l’amico sapeva farsi perdonare.

te prego lalla non te fo piu incazza te scongiuro te fo quello che voi te

La secchiona lo perdonava e mandava (per conto terzi) messaggi affettuosi

A detto lalla che te puzza il fiato

(L’avrò detto veramente?)

Tutto questo avveniva con bigliettini che circolavano da una parte all’altra della classe come missili, a volte intercettati dai compagni dispettosi, a volte guardati di traverso da compagni invidiosi di questo scambio epistolare così frequente. Ma i mittenti erano anche, posso dirlo? Un po’ stronzi

Scusa sa! (sa sta per Sara) xò nn gliela fò a sta vicino a quei due somari. Era meglio prima quando stavo vicino a te. Te 6 ink? T.V.T.T.T.ttttttttttttttttttttttttttttttt…………b

Ce mandamo i bigliettini x fare ingelosire a lei?

Da qui nascevano i sospetti su trame, complotti e amicizie un po’ dubbie

Comunque nico, già ecc. sta a tramà qlk

Qlk = qualcosa (purtroppo sì, era così).
Addirittura si cercava di creare suspence

Dopo te devo dì na cosa

O dubbi amletici

Ma te si ink pure co me?

Che venivano prontamente risolti

SI! Xkè me piji sempre pel culo

(Abito nelle Marche, piji significa prendi)

Tutto ciò scatenava una vera e propria psicosi, talmente destabilizzante da alterare addirittura la..ohhhhh rullo di tamburi. LA CLASSIFICA DEI MIGLIORI AMICI

1. te

2. miki

3. sara

4.bene

Ma bene me fa incazza quindi non so se ce metto ily

Potrei continuare all’infinito e davvero potrei. Ma vi lascio così, mentre sto sorridendo come una pazza mentre rileggo tutto ciò. Senza dubbio avrete capito che ho lasciato le numerose licenze linguistiche.

Ma posso dirla una cosa? Io ci tornerei a quegli anni. Anche perché non ho più rapporti con nessuno di loro, con alcuni a malapena ci salutiamo, e nonostante tutto e tutti, i miei compagni delle medie sono quelle stesse persone con cui sono cresciuta e con cui ho condiviso indubbiamente alcuni degli anni più belli della vita.

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Ah, siete curiosi adesso di conoscere lo scambio del liceo? Vi devo deludere, miei cari. Al liceo sono passata alle dediche sui diari. Ma per quello vi aggiornerò prossimamente.

Un bacio

Stay free

Kaylali