“Emma……”

Buonasera lettori!!
Il viaggio di lunedì mi ha praticamente distrutto, sono due giorni che non faccio altro che dormire! Sarà anche il brutto tempo, che ti invita proprio a rimanere al calduccio sotto le coperte, piuttosto che saltare fuori dal letto quando la maledetta sveglia suona alle 8.30.

In teoria, dovrei mettermi sotto a scrivere il secondo capitolo, ma in pratica non lo sto facendo. Ultimamente ho troppe cose da fare, sfortunatamente tutte al pc, e cerco di fare tutto nel più breve tempo possibile.
Ho l’impressione di arrivare alla sera e di essere diventata un tutt’uno con la tastiera del pc, e la mia vista si va a far benedire, ma come fanno quelli che passano 8 ore al giorno davanti a uno schermo per lavoro??

I miei occhi mi chiedono pietà, quindi non riesco neanche a vedere la tv, una volta arrivata a sera. E quindi, cosa faccio? Ma penso, ahimè.

Ieri sera mi sono ritrovata a pensare a quanto la tecnologia abbia rovinato i rapporti umani, e anche gli umani stessi.

Ero in treno lunedì, a un certo punto alzo lo sguardo dal mio libro e vedo teste chinate a guardare schermi. Che fossero Ipod, Ipad, Smartphone, Computer, Netbook o quello che volete, ogni persona nella mia carrozza era presa a maneggiare qualcosa di tecnologico.

In autobus è la stessa storia, in macchina tutti a parlare da soli come matti, persino a casa la solfa non cambia.

Ma cosa è capitato? Non era meglio quando una volta, in treno, in autobus o in macchina, si parlava? Anche del più e del meno, per carità, mica solo cose serie. Ma si parlava, si scambiavano opinioni, idee, esperienze, gusti personali, passioni.

Oggi se qualcuno ci parla, ci mettiamo sulla difensiva. “Perché mi rivolge parola? Lo conosco? Magari ce l’ho su Facebook tra i miei 500 amici e manco mi ricordo? Cosa vorrà da me?”.

Siamo diventati scettici e, asettici. Diventiamo automi che vivono nel loro cyber spazio, senza relazioni né punti d’incontro.
E forse è anche per questo che, quando qualcuno vuole discutere pacificamente con noi, per uno scambio costruttivo di opinioni, anche discordanti, noi ci inalberiamo e graffiamo alla prima parola storta.

Penso anche alla mia tesi e alla tecnologia. Ieri mattina per poter apportare le modifiche della relatrice ho impiegato tutta la mattinata. Solo a correggere le note, ho impiegato una vita. Era come se il pc avesse vita propria: faceva quello che voleva!!!!!!! Per formattare le pagine, le citazioni, i margini, la spaziatura, i rientri, apriti cielo!
Ma come si faceva quando il computer non c’era?
Si scriveva a macchina, immagino. E se si sbagliava, si cancellava tutto e si ricominciava. Non dico che fosse meglio così, ma sicuramente nessuno aveva problemi alla vista.

Vogliamo parlare delle playstation e diaoli vari? (Le mie lezioni di marchigiano, intanto, continuano XD). Stendiamo un velo pietoso sulle reazioni dei giocatori di fronte al mancato gol del loro giocatore (ehm, ehm, ogni riferimento a persone è puramente casuale, ma mio fratello e le sue scenate psicopatiche di fronte alla playstation mi stanno esasperando).

A volte mi domando se sono nata in un’epoca sbagliata.

E mi rispondo pure: Sì.

Per la cronaca, il mio cellulare ce l’ho da tre anni, bellissimo Samsung tastiera+touch screen (perché con il solo touch screen sono incapace), senza wifi, senza internet. Non ho un mp3. Non ho né Ipad né Ipod. E i libri, seppur pochi, li leggo cartacei.

Vi metto questa pubblicità. Penso sia emblematica. Divertitevi!

(Che, tra l’altro, NON è dei Rotoloni Regina. E’ una pubblicità francese, che ovviamente l’Italia ha utilizzato per fini propri, il finale, infatti recita: le papier a un grand avenir).

Un bacio

Stay free

Kaylali

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