Scene di vita quotidiana in quel di Bandon. pt2

Il biliardo. Ecco cosa fanno gli irlandesi oltre a bere, giocano a biliardo, nei pub, ovviamente, tra una birra e l’altra ovviamente. Il biliardo è stato anche l’ultimo gioco che ho provato (dopo aver miseramente perso con le freccette), dopo una giornata abbastanza intensa. Iniziando con il dramma della doccia fredda, la giornata è proseguita con la prima lezione del corso di inglese (che ha sede precisamente in culonia e, che, da domani, dovremo raggiungere rigorosamente a piedi). Insegnante molto simpatica, e anche brava nel suo, lezione lunga, ma interessante. Mi sono resa conto che il mio livello d’inglese è buono, oserei anche molto buono, rispetto a quello della classe. Al corso ci ha accompagnato Mindy, tipico uomo irlandese, alto, rosso, con gli occhi verdi e le lentiggini che parla, anche lui come il pittore, questa lingua sconosciuta che è il gaelico. Ci ha promesso delle uova di dubbia provenienza, vedremo. Al corso impariamo anche cose sull’Irlanda, come l’impossibilità di arrivare nei siti più belli con l’autobus, dato che gli unici modi sono o con l’auto o con l’autostop (per di più molto in voga qui), del piatto tipico irlandese “Cabbage&…” tutto il resto e tutto ciò che puoi mettere con il cavolo, dei modi di dire tutti della contea di Cork “How’s it form? Grand!/ It was a craic/ ‘sssssss craic?” con significati con non so da dove hanno preso. Ho imparato anche che si possono trovare i Leprauchaun scovando una pot’o’gold e seguendo il rainbow, dopo esserti scolato 3-4 pints. Ho scoperto che la staut è la birra nera e che la Barchis o qualcosa del genere deve essere buona. A pranzo abbiamo anche sperimentato che in 5 minuti il tempo irlandese può cambiare 6 volte (pioggia/sole/nuvolo/pioggia/cielo azzurro e sole).

Il nostro caro Mindy ci ha portati poi presso la sede dell’associazione che gestisce il nostro soggiorno qui, e abbiamo partecipato all’incontro formativo. Da bravo e friendly irlandese, poi, Mindy ci ha dato le uova promesse, rigorosamente di tacchino e 4 uova azzure, mah! Ho avuto notizie sul tirocinio e mercoledì mattina avrò il colloquio presso un ostello, dove fare la receptionist. Non so, sono un po’ perplessa, perché nel presentarmi questa offerta hanno messo le mani avanti dicendo che, per lavorare negli hotel bisogna avere un inglese fluente e quindi l’hanno scartata per me…ma se non sanno manco come parlo? Vabbè, vedremo per gli hotel.

Durante tutta la giornata, però, c’è stata un bello scambio di messaggi con la proprietaria che ci avvisava che la doccia era sistemata. Here we are. Entro in bagno, accendo la doccia e..l’acqua non esce. D’oh. Non ci credo, è una maledizione. Chiamo la coinqui e mi dice che devo premere un bottone e zac. ACQUA TIEPIDA, SIGNORI.

Da qui in poi la serata è andata sempre migliorando, come dice il mio coinquilino, “Quando hai l’acqua calda apprezzi anche le piccole cose di Bandon, tutto ha un sapore diverso”…come la pinta con il succo al mirtillo, buonissima! Anche questa mi è stata offerta stasera! Se continuo così mi offriranno una birra a sera e ne asseggerò uno diversa a serata! Altro che vita noiosa di una viaggiatrice in crisi…

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