To my French FRIENDS.

You know, all these stupid sentences you see posted on facebook, or written in walls all around the world, or spoken like they are the holy truth. You know, those sentence which talk about the real meaning of life, or the real friends, or like the aim of life, or whatever. They are all bullshit, sometimes.
But sometimes, like today, like last Thursday, they mean something. And I am thinking of one sentence in particular: “The important thing is not the ending of the race itself but what you felt while you were running”. Well, that’s it.

And while I was running I felt so good, incredibly good. I was relieved, happy-go-lucky, careless and simply HAPPY. I tasted every single moments, every conversation, every gaze, every word, every not-spoken word, every note on that guitar, every sound, every..beer! I really tried to enjoy everything, and I succeeded. I knew it won’t have last forever, and here I am, crying for all this coming to an end. I already experienced that, and I promised to myself not to make new friend, I mean, new REAL friends, in a foreign country, because I knew how I hard it would have been to tear apart.
But then, you know what?
You cannot help it.
You cannot prevent yourself from having fun, from laughing, from crying, from LIVING. And I made new friends, in nearly a month. And I think I found people I cannot have at home. It is strange to explain, and to understand, I know. But believe me, the way I talked with these people is no way close to the way I usually talk to my friends. It’s like it’s a new me, a new person speaking, a person who has no fear of judgments, no fear of hugs, no fear of smile. A completely new person.

Sometimes I think we are the people we meet. I changed, since I am here in Cork. I changed a lot. And I think it’s not all thanks to me, but thanks to the people I met. Every one gave me something, and helped me to change a little, even if they are not aware of that. I feel it, I am really changed. And that’s why it’s so fucking difficult. It’s difficult to say goodbye, to say “maybe we will see in France”, because you know, you are certain that not only a new friend, a new person you cannot replace, a new trusted friend is leaving, but also a new part of you is going to France, is leaving with them.

I left so many parts of me behind, that I don’t know anymore where they are. I should start a trip. I should go back and collect them. But then I sit down, I breathe, I wipe my tears and I think.
It’s not the end of the race that matters, it’s not your heart aching that matters, nor your tears streaming down your face.

It’s the feeling you felt during the race. They were real, they were authentic, they were felt. And you have to be proud of yourself, of your achievements, of the people you’ve met.
Because you are lucky you’ve met such great people, they were there, they were there for you, to drink with you, to laugh with you, to learn Italian, to help you with French, to sing “Ça Ira”, to laugh (a lot, again), to play alcoholic cards games (in which I was always drinking), to go to Blarney Castle and enjoy the view, to try to kiss the Blarney Stone, to listen to Coldplay, to try to teach you something about computers, to have dinners together, to enjoy your cakes, to talk, to talk a lot..about everything. To hug, to hug a lot. They were there for you and with you.

You have to remember those moments, to feel these moments. And all the pain, all the sadness will go away.

You are lucky, you have lived. How many others can say the same thing?

I love you, my little French friends. And you’ve stolen a little part of my heart, that’s why you’ll be always with me.

I love you, B, because you’re shy, but your smile is open-hearted. And because we can talk hours, and hours, and hours and not even noticing the time passing by.

I love you, T, because you may not talk that much, but your guitar does it for you. Keep on playing, let your guitar speak for you and express your feeling. Keep on smiling and laughing.

I love you, B, because I can’t understand when you’re joking and when you’re not, and I really like it. You’re never banal, and you’re such an humble person, even if you can boast of your (amazing) life, you’re still modest.

Gros bisous, mes amis

Laurá (with French accent)

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Scene di vita quotidiana in quel di Bandon. pt2

Il biliardo. Ecco cosa fanno gli irlandesi oltre a bere, giocano a biliardo, nei pub, ovviamente, tra una birra e l’altra ovviamente. Il biliardo è stato anche l’ultimo gioco che ho provato (dopo aver miseramente perso con le freccette), dopo una giornata abbastanza intensa. Iniziando con il dramma della doccia fredda, la giornata è proseguita con la prima lezione del corso di inglese (che ha sede precisamente in culonia e, che, da domani, dovremo raggiungere rigorosamente a piedi). Insegnante molto simpatica, e anche brava nel suo, lezione lunga, ma interessante. Mi sono resa conto che il mio livello d’inglese è buono, oserei anche molto buono, rispetto a quello della classe. Al corso ci ha accompagnato Mindy, tipico uomo irlandese, alto, rosso, con gli occhi verdi e le lentiggini che parla, anche lui come il pittore, questa lingua sconosciuta che è il gaelico. Ci ha promesso delle uova di dubbia provenienza, vedremo. Al corso impariamo anche cose sull’Irlanda, come l’impossibilità di arrivare nei siti più belli con l’autobus, dato che gli unici modi sono o con l’auto o con l’autostop (per di più molto in voga qui), del piatto tipico irlandese “Cabbage&…” tutto il resto e tutto ciò che puoi mettere con il cavolo, dei modi di dire tutti della contea di Cork “How’s it form? Grand!/ It was a craic/ ‘sssssss craic?” con significati con non so da dove hanno preso. Ho imparato anche che si possono trovare i Leprauchaun scovando una pot’o’gold e seguendo il rainbow, dopo esserti scolato 3-4 pints. Ho scoperto che la staut è la birra nera e che la Barchis o qualcosa del genere deve essere buona. A pranzo abbiamo anche sperimentato che in 5 minuti il tempo irlandese può cambiare 6 volte (pioggia/sole/nuvolo/pioggia/cielo azzurro e sole).

Il nostro caro Mindy ci ha portati poi presso la sede dell’associazione che gestisce il nostro soggiorno qui, e abbiamo partecipato all’incontro formativo. Da bravo e friendly irlandese, poi, Mindy ci ha dato le uova promesse, rigorosamente di tacchino e 4 uova azzure, mah! Ho avuto notizie sul tirocinio e mercoledì mattina avrò il colloquio presso un ostello, dove fare la receptionist. Non so, sono un po’ perplessa, perché nel presentarmi questa offerta hanno messo le mani avanti dicendo che, per lavorare negli hotel bisogna avere un inglese fluente e quindi l’hanno scartata per me…ma se non sanno manco come parlo? Vabbè, vedremo per gli hotel.

Durante tutta la giornata, però, c’è stata un bello scambio di messaggi con la proprietaria che ci avvisava che la doccia era sistemata. Here we are. Entro in bagno, accendo la doccia e..l’acqua non esce. D’oh. Non ci credo, è una maledizione. Chiamo la coinqui e mi dice che devo premere un bottone e zac. ACQUA TIEPIDA, SIGNORI.

Da qui in poi la serata è andata sempre migliorando, come dice il mio coinquilino, “Quando hai l’acqua calda apprezzi anche le piccole cose di Bandon, tutto ha un sapore diverso”…come la pinta con il succo al mirtillo, buonissima! Anche questa mi è stata offerta stasera! Se continuo così mi offriranno una birra a sera e ne asseggerò uno diversa a serata! Altro che vita noiosa di una viaggiatrice in crisi…

Dottoressa del Trio #2 :D

Neanche a farlo di proposito, la terza dottoressa del trio sarò proprio io! Perché, ebbene sì, anche la seconda mia più cara amica venerdì si è laureata!!
Giornata stupenda, con sole, cielo limpido e tanti sorrisi!!

Questa volta ho potuto partecipare anche alla proclamazione, perché si è tenuta ad Ancona, quindi facilmente raggiungibile (tralasciando qualche piccolo incidente di percorso come sciopero di autobus e treni ehm ehm).

Io e la prima dottoressa del trio siamo entrate nell’aula dove ci sarebbe stata la proclamazione, dopo aver incontrato la mamma della laureata molto emozionata e felice.
Eccola lì, in prima fila, con i capelli cortiiiii (cioè, di media lunghezza, ma più corti rispetto a…cioè, rispetto a sempre, da quando la conosco!!), anche lei emozionata e visibilmente felice!!
E’ stata bravissima anche lei e io sono molto orgogliosa!! Quando il presidente ha fatto il suo nome è stato bellissimo, molto emozionante!
Mi sono emozionata, e non poco, dopo averla abbracciata mentre teneva la corona d’alloro!! Ho l’impressione che questo sarà un momento che ricorderemo e che rivivremo con molta gioia.

Con lei ho un rapporto speciale! Avete presente quelle amicizie che nascono da antipatie? Bene, io la odiavo in primo superiore. Cioè non proprio odio, però non mi stava simpatica, ecco, ahah dicevo sempre: “Guarda questa quanto è ruffiana con i prof!”.
E poi non so bene quando né come, l’ho rivalutata, e di gran lunga, direi, ed è diventata una grandissima Amica, proprio di quelle con la A maiuscola!

Dopo varie foto e brindisi, siamo andati al ristorante per mangiare e lì le abbiamo mostrato sia fogli con caricature e volantini con frasi simpatiche, sia un video che abbiamo montato io e l’altra nostra amica.
Palesemente il video riguardava il nostro trio, ma solo mentre lo guardavamo ce ne siamo rese conto!!!
E’ stato bellissimo vedere le foto di noi piccolissime, dal primo superiore in poi che man mano siamo cresciute, siamo cambiate, e nonostante tutto siamo rimaste.
Sì, molto molto emozionante.
E sono sicura che quel video potrà continuare all’infinito e quando, tra 20 anni lo riguarderemo con un sorriso e gli occhi lucidi saremo più unite che mai!!
Sono proprio contenta di avere amiche così, e sono orgogliosa di loro, due secchione laureate!!!!!!!

Ancora tanti complimenti, tesoro!!!! E speriamo che la foglia d’allora faccia il suo lavoro!!

PS. per la cronaca, prima della mia laurea avrò anche quella di mia cugina, alla specialistica con discussione e cerimonia pomposa, quindi miei cari lettori, il blog non chiude così presto, tranquilli!!

Stay free
Kaylali

Dottoressa del Trio #1 :D

Dopo un post triste, è giunto il momento di un post colmo d’allegria!
Una delle mie più grandi amiche si è laureata!! È stata bravissima, e io sono proprio orgogliosa di lei!

Lei è una di quelle che conosci da una vita, esattamente dal primo anno delle superiori, e, anche se non ci sentiamo tutti i giorni o non ci vediamo spesso, sappiamo che ci siamo sempre l’una per l’altra, e che sicuramente ci sarà sempre un momento da dedicare all’altra in mezzo al nostro caos!

Ieri sera abbiamo festeggiato insieme ai suoi amici la sua laurea. Che bellissima serata che è stata!! La cena, buonissima, è stata allietata da alcuni scherzi, classici ma intramontabili, per la festeggiata. Dato che si è laureata in lingue, l’abbiamo messa sotto esame facendole tradurre frasi semplici in italiano, semplici per le lingue che sapeva, ovviamente. Perché arrivata al tedesco, che ho proposto io, natürlich, ha dovuto bere tante volte quante parole sbagliava a tradurre. MA NON HA BEVUTO TANTO PERO’, ahi, ahi, questa cosa dovremmo rimediarla in futuro. Poi, siccome, la prova di lingua non era finita, è andata in giro a chiedere fazzolettini in inglese..a persone italiane. Perché fazzolettini, vi starete chiedendo? Mm nessun motivo preciso, è semplicemente la cosa che (di solito) ogni persona ha con sé.

Dopo la cena ci siamo precipitati in discoteca per cercare di rientrare nella lista prima delle 1. Con un po’ di fortuna siamo riusciti ad entrare, nonostante fossero già  le 1.15.
beh, location super chic. Il Conero Golf Club.

Ci siamo divertiti da matti! Considerate che con le mie due amiche del liceo non siamo MAI andate a ballare insieme nemmeno una volta!!!!!!! E devo dire che, col senno di poi, cavoli, dovevamo pensarci prima! 😀 😀

Dato che questo è un post allegro, vi risparmio i miei commenti da acida zitellona sui vestiti di qualche persona che va a ballare..scandalosi!!!!!!!!!!
Dai..solo uno: mia nonna direbbe che c’è una bella differenza tra un paio di mutande e un paio di pantaloni. Forse non a tutti è ben chiara, sicuramente una bella culotte bianca messa a mò di shorts sopra le mutande nere mi sembra la giusta via di mezzo per chiarire ogni dubbio!!!!
(questo è il tipo di commento che fa di questo post, un vero post di Kaylali)

Ancora tanti complimenti alla mia dottoressa!!!!!!!! Quanto sono orgogliosa di lei!!
Ah, dimenticavo, ovviamente la serata, o la mattinata, è finita a pastarelle. Sapete cosa sono? Le brioche delle 5 del mattino, mangiate calde, grondanti di crema quando hai i piedi che parlano e ti chiedono pietà dal dolore!

Sì, proprio una bella serata!

Stay free

Kaylali

Meine Mainzer Familie.

Ciao miei bellissimi lettori!
Eccomi risuscitata, quante cose devo raccontarvi!

Sono due settimane che non scrivo, durante le quali ho passato tre diverse fasi: la depressione, la vacanza e la depressione post-vacanza.
Ma il tutto mi è servito.

Indovinate dove sono tornata? OVVIAMENTE, MAINZ. La mia Mainz. Sono tornata dai miei amici che non aspettavano altro che il mio ritorno, sono tornata nella città che mi ha cambiato e sono tornata in quell’atmosfera che mi mancava troppo.
E’ stato tutto praticamente perfetto. Come sempre ho immaginato la mia estate, e come se, quei pochissimi giorni passati tra loro potessero essere il succo concentrato della mia estate perfetta, di quell’estate di cui ho sentito tante volte parlare, che ho sognato e, che, prima d’ora, non avevo mai vissuto.

Come al mio solito, ricordando il mio ultimo post, devo sempre creare problemi. Sono io. Non so bene perché, ne per come, ma se non muovo un po’ le acque prima di un qualcosa, non sarei io. Agito un po’ gli animi, in primis il mio, mi faccio divorare dalle paranoie, e passati un po’ di giorni tutto torna normale. Bah, quando capirò perché mi comporto così, sarà sempre troppo tardi (se mai lo capirò, s’intende).

Lunedì scorso me ne sono andata. Ho preso il treno, ho raggiunto la mia amica, ero un po’ titubante, ma sono partita. E da martedì ho ritrovato i miei amici e me stessa. Ho ritrovato Mainz che sembra quasi non abbia mai lasciato. Tutto era lì, esattamente come 3 mesi fa, alcune cose sono cambiate, ma è normale quando si sta via per un po’ di giorni. Aspettate, un po’ di giorni? No, io sono stata via 3 mesi. Ma vi giuro, non me ne sono accorta.
Era come svegliarsi da un sogno.

Loro sono sempre i soliti miei Amici. C’è il simpaticone, la pettegola, la mamma, la dolce, l’ansiosa, lo scherzoso, quello che prova ad essere ironico: semplicemente la mia Mainzer Familie. La mia famiglia di Mainz.
E c’è anche la mia mamma tedesca, la mia sorellina che mi ha accolto con un sorriso ampissimo, la mia tandem, ci sono tutti.
Nessuno se ne è andato.

Era solo un brutto sogno. Pensavo che fosse tutto finito, che nessuno si fosse ricordato di me. E invece erano tutti lì. Ad aspettare me. A vivere con me gli ultimi giorni di questa cosa così grande che non riesco a spiegare.
E’ stato un anno di cambiamenti: personali, tutti siamo cambiati grazie agli altri, di incontri, di scontri, di abbracci, quanti abbracci!.
Il tempo vola, e al ricordo piango.
Ho pianto tanto. Non piango di solito davanti a nessuno. Ho pianto davanti a tutti, mentre li abbracciavo. E loro piangevano con me, per me.

Voglio un bene enorme a queste persone, perché mi rendono felice, mi fanno stare serena, perché so che un solo loro abbraccio può proteggermi, salvarmi, farmi dimenticare i problemi per un attimo.

Come vorrei poter congelare il tempo. Rimanere tutti lì a Mainz, a vivere il nostro sogno.

Ma non si può. E quindi mi aggrappo ai ricordi, perché:

time flies, but the memories collected along the way can never be replaced.

e li sento parlare, ridere, scherzare, urlare, cantare, parlare mille lingue diverse e piango.
Ma sono anche felice. Perché so che non avrei potuto chiedere di più.
E in questa settimana l’ho capito.
Ci sono stati, li ho incontrati per caso, tutti, per caso. Li ringrazio ogni giorno per avermi fatto diventare quello che sono, per avermi fatto mollare i freni, per avermi fatto essere me stessa.

Sono una persona fortunata ad averli avuti nella mia vita. E non li lascerò sfuggire molto facilmente.
Li ringrazio uno per uno, anche se solo in tre persone potranno leggere questo post in italiano.
Ma loro lo sanno.

Grazie a Laura, perché in una mia omonima ho incontrato una vera Amica. Siamo Die Lauras, e a volte mi sembra di essere una persona sola, tanto mi conosce.
Grazie a Linda, perché fin dal primo giorno è stata la perfetta compagna di viaggio, quella che ti riporta con i piedi per terra e che tutti dovrebbero avere al proprio fianco.
Grazie a Luca, perché è Meine Mutter. Come una mamma ti capisce, ti sgrida e ti protegge.
Grazie a Kasia, perché con i suoi “Ich sterbe” e i suoi “Ich weiss nicht” mi ha sempre strappato un sorriso, e poi i pettegolezzi con lei sono indimenticabili.
Grazie a Marcelina, perché solo piano piano è riuscita a capirmi e io a capire lei.
Grazie a Nick, perché mi fa sognare con il suo accento americano ogni volta che lo sento, e perché ogni suo abbraccio lo sento molto, molto vero.
Grazie a Gauthier, perché ..é Gauthier. Più maturo di quanto vuol mostrare, sa essere un vero amico.
Grazie a Sebastian, perché lo porterò sempre con me con il suo bracciale, e il suo fare da grande uomo vissuto, che rivela un animo da cucciolo.
Grazie a Marcin & Kinga, che anche se a volte distanti da noi, mi fanno sempre ridere.
Grazie a Ali, e le sue foto! Anche lui dolce, e anche i suoi abbracci bellissimi!
Grazie a Moe, e il suo essere così com’è: è difficile capirlo, ma quello che mi ha detto l’ultima sera mi rimarrà per sempre!
Grazie a Maica, perché é divertente e mi capisce.
Grazie a Emanuela, perché anche se con qualche difficoltà, riesce sempre a mostrarmi la sua solarità e dopo tutto, è formidabile!
Grazie a Filip, e alla sua danza.

Stay free.

Kaylali

Verde come l’invidia!

Buongiorno lettori!
Ieri era il compleanno di babbo, per cui abbiamo festeggiato con una cena copiosa e una torta alla frutta fatta da me!! Di cui vado particolarmente orgogliosa, devo dire! 😉

Quest’anno niente regalo; mio padre non se l’è presa, ha detto che l’importante era festeggiare con la famiglia.

Torta alla frutta!

Come potrete ben immaginare, a causa della cena non ho dormito (le mie notti insonni cominciano ad essere un po’ troppe). E ho iniziato a pensare!

In particolare ho ripreso tra me e me un discorso che ho fatto con due mie amiche la sera che sono andata a mangiar cinese. Parlavamo di come, in ambito universitario, ci siano delle rivalità gratuite che non portano, a parer nostro, da nessuna parte.
In particolare, nel mio caso, il fatto che le persone mi continuino a dire: “Ah, hai finito gli esami della triennale, che fortuna! Non fai niente per tutta l’estate allora!”, mi dà parecchio noia.
E la stessa cosa accade alle mie amiche quando riescono ad avvantaggiarsi con degli esami che, tra l’altro, vanno alla grande.

Alla base di tutto, secondo me, sta l’invidia. Non c’è altra spiegazione.

Ma vorrei spiegare a quelle carissime persone che, se adesso come adesso a dir loro IO non sto facendo nulla (se consideriamo nulla una tesi da scrivere nel più breve tempo possibile, e altre cose da fare che loro non sanno, ma ciononostante si sentono liberi di giudicare) è perché ho fatto molto prima. E se io ho fatto molto prima e, a dir loro, anche loro, eppure adesso loro stanno lavorando, allora permettetemi di dire che LORO non hanno fatto un cazzo prima.

Ah. Altra cosa da puntualizzare. Se la mia media universitaria è alta, se ho più di un 30 e lode, se ho finito gli esami della triennale e intanto sono andata anche in Erasmus, non è che sono una miracolata. Non ho chiesto la grazia a nessun Santo e non è sceso lo Spirito Santo su di me. Semplicemente mi sono fatta, scusate il termine, un culo così in due anni e mezzo, mentre voi stavate a fare gli affari vostri. Quindi, ve ne prego, smettetela di fare le vittime e di pensare che voi siate i reietti della situazione, gli sfigati, i dimenticati da Dio, e gli altri sono i miracolati, perché semplicemente non è vero. Rimboccatevi le maniche e impiegate il tempo che adesso utilizzate a parlar male degli altri per fare quello che vi urge.

Io credo che le persone intelligenti non abbiano motivo di essere invidiose. L’invidia è proprio una brutta nemica. Ci fa rendere egoisti, cattivi, menefreghisti. Ci fa pensare solamente a noi stessi in termini assoluti e, a volte, ci fa sfociare nel vittimismo più assoluto.
Poi, se una persona per carattere suo non si vanta dei propri successi, né parla dei propri insuccessi, non dà occasione, quindi, di rendere partecipi gli altri della sua vita, allora sono gli altri ad inventarsi una vita per lei/lui. E quindi quella persona diventa ricca, bella, magra, con il metabolismo veloce, fidanzata, brava a scuola, una secchiona e ci dà tutti i motivi per invidiarla. E a quel punto, nel perfetto teatrino creato ad hoc, la parte della vittima sacrificale sta al protagonista che, povero, è single, è ciccione, è brutto, è somaro, ha una media di schifo.

A nessuno viene in mente che, se pensassimo di meno a noi stessi confrontandoci ogni giorno con gli altri (mentre si guarda loro con occhio maligno e invidioso) e ci concentrassimo solo su noi stessi.punto. senza altri termini di paragone, forse si arriverebbe più lontani.

Sono sicura che non era questo che volevo scrivere, era ben altro. Ma poco importa. Ma una cosa ve la devo dire.
Io non so quanti di voi mi leggano, quanto spesso, chi siete, cosa fate.
Ma vorrei ringraziarvi.
Non potete neanche lontanamente immaginare quanto io vi sia grata per farmi sfogare così. Perché se non scrivessi queste pagine di blog, potrei diventare molto cattiva, soprattutto con le persone che mi prendono in giro, ma si nascondono, cosa che detesto, tra l’altro.

Quindi, GRAZIE.

Buona giornata.

Io vado..a non fare niente, no!? Tanto gli esami li ho finiti!!!!! 😉

Stay free

Kaylali

PS. Se qualcuno si sente preso in causa, affar suo. Giuro che non ho scritto pensando a qualcuno in particolare, ma ho considerato cosa abbiamo detto con le mie amiche e ho tratto conclusioni. Poi, se non vi aggradano le mie riflessioni, siete sempre liberi di andarvene!

Finalmente felice

Buonaseeera!

O mamma, che ricordo che mi è balzato alla mente!!!! La pubblicità di qualche anno fa, in cui lui apriva la porta e diceva “Buonaseeeeeeera”. Aiutatemi, che pubblicità era? Mi ricordo anche di aver dovuto fare una specie di scenetta teatrale con i miei compagni delle elementari (ma non mi chiedete il perché). Mi ricordo che ci eravamo riuniti a casa di un bambino, e io e un’altra bambina dovevamo correre su per le scale, aprire la porta e urlare buonaseeeeera con tanto di telecamera che ci filmava!!

Come al solito ho mille cose che mi riaffiorano alla mente mentre scrivo. Ma stasera vorrei dedicarmi completamente al bellissimo pomeriggio che ho passato, quindi ricordi, fermatevi qui.
Nonostante il maltempo, il freddo e la pioggia (deve essermi sfuggita l’estate, per caso siamo saltati dalla primavera direttamente all’autunno?) ero finalmente felice.

Ho rivisto una cara amica, finalmente. Che effetto vi fa ritrovare una cosa a cui tenevate molto dopo tanto tempo? Come la mia scatola di ricordi di qualche post fa, mi sono emozionata, ero felice, serena e contenta. Non sto paragonando la persona ritrovata alla mia scatola di ricordi, ma mi sono sentita proprio così. Anche se non ci siamo viste per circa due anni, era come se ci fossimo lasciate il giorno prima.

Che bella l’amicizia. E’ il più nobile tra i rapporti, secondo me.
L’amico è colui a cui puoi fare affidamento quando tutti gli altri rapporti vanno in malora. Se la famiglia non ti capisce, se l’amore ti fa soffrire  l’amico ti darà sempre la sua spalla per piangere o ti strapperà un sorriso con le sue cavolate per tirarti su.

Da questo punto di vista, mi sento veramente fortunata. Ho molte amiche. Non che tutte siano amiche allo stesso modo, ma sono sicura che quando ho bisogno o di una spalla o di un sorriso posso fare affidamento su di loro.

Forse è per questo che questa sera sono così felice, contenta e frenetica. Sono contenta perchè quell’amica che ho incontrato oggi fa parte di quelle amiche alle quali, qualsiasi cosa possa mai accadere, non vorrò mai rinunciare. E aver dovuto rinunciare a lei per così tanto tempo, mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca. Questo fino a ieri.

Oggi finalmente, mi sento fortunata.

Tenetevi stretti gli amici!

A tutte le mie amiche (tutte loro sono certa che leggeranno questo post) dedico questa canzoncina, perché ovviamente non si può ricevere senza dare. Quindi vi ringrazio per ci siete sempre nella mia vita, ma ricordate che you’ve got a friend in me.
http://www.youtube.com/watch?v=EcXURC_nNhc

You’ve got a friend in me
You’ve got a friend in me
When the road looks rough ahead
And you’re miles and miles from your nice warm bed
You just remember what your old pal said
Boy you’ve got a friend in me
Yeah you’ve got a friend in me

You’ve got a friend in me
You’ve got a friend in me
You got troubles and I got ‘em too
There isn’t anything I wouldn’t do for you
We stick together, we can see it through
‘Cause you’ve got a friend in me
You’ve got a friend in me

Some other folks might be a little bit smarter than I am
Bigger and stronger too
Maybe
But none of them
Will ever love you the way I do
It’s me and you boy

And as the years go by
Our friendship will never die
You’re gonna see it’s our destiny
You’ve got a friend in me
You’ve got a friend in me
You’ve got a friend in me

Un consiglio, non aspettate domani per dire quanto volete bene ai vostri amici. L’amicizia è come una piantina, se non la si coltiva, non le si danno attenzioni, carezze e cure, la piantina potrebbe appassirsi. E non c’è niente di più brutto di una amicizia appassita.

Stay free

Kaylali