Fusa!

Hola! Ecco il consueto post di domenica!!
Devo dir la verità, questa settimana è stata proprio stressante e pesante e, a malapena, ho messo il naso fuori casa, e per quelle poche volte che l’ho fatto, era pure per occasioni molto, molto tristi.
Ma, a parte questo, oggi ho deciso di lasciare andare il pc, (tranne che per i giochi su Facebook, ovviamente..ci accedo solo per giocare con quelli!!) e di uscire un po’! Ho colto la palla al balzo e ho chiesto ai miei di accompagnarmi in giro per i ristoranti della zona per prendere quanti più biglietti da visita possibili, perché poi li attaccherò in una bacheca nel B&B per consigliare i migliori posti dove mangiare! Tra gli altri, ci siamo fermati anche da amici di famiglia che hanno una fattoria enorme dove vendono carne, insaccati ecc..e sul prato davanti casa c’erano tutti coniglietti nani allo stato brado! Ma che dolciiiiiosi! ovviamente dovevamo restare distanti, perché altrimenti scappavano!
E mi sono ricordata di quando io avevo un coniglietto nano, prima che i gattacci dei vicini se lo pappassero 😦 povero!
Era stupendo ed era un regalo speciale, anzi, specialissimo! Era tutto nero, pelosissimo e..beh non so perché ve ne sto parlando!!

Boh! Sapete che c’è? Il mio cervello è completamente in pappa, ho difficoltà a mettere in fila due parole di senso compiuto..non vedo l’ora passi tuttoooooooooooooooooooooooooo!

Ah, ovviamente, non ve l’ho detto, MA HO TRANGUGIATO LA PUNTATA DI NEW GIRL. Unico momento di pausa concessomi. Sarà stato il mio stato amorfo, senza più forze e soprattutto neuroni attaccati ma mi è piaciuta tantissimo. Cioè, ho riso per più di metà della puntata.
E dato che i telefilm sembrano l’unica mia via di fuga in questo periodo, via, mi sono messa sotto con PLL, non avendo ancora iniziato la 4a serie, sto recuperando! E poi, ovviamente riinizierà OUAT!
E dato che l’unico vero telefilm che mi fa alzare il morale è GG (Gilmore Girls, no Gossip Girl) mi schiaffo anche alcune puntate a random!
Apposto, la fase TELEFILM-SALVAVITA NOIOSA DI UNA LAUREANDA è iniziata!!

Stay free

Kaylali

Annunci

Maturità..potessi tornare indietro!

Buongiorno miei cari lettori!
Dai, oggi sarò piuttosto banale con il tema del mio post: la Maturità. Quella con la M maiuscola, perché per l’altra non basterebbe un post.

Prima cosa: ma cosa propinano dal Ministero per la Prima Prova? Mio fratello l’anno prossimo farà la Maturità e, solo a leggere alcune tracce, si è messo le mani tra i capelli.
Comprendo la scelta di spostarsi su autori contemporanei, che possano essere più vicini ai maturandi, e quindi non limitarsi a trattare i soliti Montale, Ungaretti, d’Annunzio..
Ma Magris non si nomina neanche durante il quinto anno delle superiori. La mia prof del liceo era veramente molto preparata, ama il suo mestiere ed è riuscita a trasmetterci la passione per la letteratura. Ma era anche consapevole che non c’è proprio la possibilità materiale di affrontare tutti gli autori del ‘900. Era infatti più che sorpresa quando come prima prova a noi è uscito un brano di Levi. Andiamo, di Levi si tratta solo Se questo è un uomo, raramente La Tregua. Ok, è vero che nell’analisi del testo si dà la possibilità di trattare l’autore e/o altri autori del ‘900, ma in ogni caso, qualora l’autore sia completamente sconosciuto (vedi Magris di ieri), si toglie una possibilità.

In generale devo dire che tutto l’esame di Maturità andrebbe rivisto, e sviluppato secondo i programmi scolastici, non completamente scordinato. Non è sempre il MIUR che decide il programma e quindi prepara le prove? Che si coordini, che diamine!!
L’esame di Maturità, poi, non tiene affatto conto di quello che uno studente fa durante l’anno. Ci sono i 25 crediti che vengono accumulati durante il triennio, ma in ogni caso, durante l’anno puoi non aver alzato un dito, e poi se fai bene l’esame te ne esci con un bel 80.
Quando ero in Erasmus, ho sentito molti miei amici stranieri..il loro esame di Maturità è tutt’altra cosa. Alcuni, scrivono un tema e basta. Altri hanno una prova scritta e una orale. Altri ancora non ce l’hanno proprio, il voto della maturità si basa sul voto del quinto anno.

Bah, sta di fatto che io per l’esame di Maturità avevo studiato come una forsennata. Mi ero ritirata in taverna, al fresco, avevo cosparso tutto il tavolo di libri, fogliettini, appunti, quaderni, mappe e chi più ne ha più ne metta. Da Gennaio a Giugno avevo pianificato ogni singolo giorno di studio, riuscendo ad arrivare a Giugno più che preparata tranne….che in storia.
Che strazio, ragazzi!!! Odio la storia. L’ho sempre odiata (dal Non Sufficiente in un'”interrogazione” in quarta elementare), la odio e la odierò sempre. Mi ero ridotta a studiarla nel sussidiario e nel libro delle medie di mio fratello.

brrrrrrr se ci ripenso mi vien male. Posso dire con sicurezza che ho studiato più per l’esame di Maturità che per qualsiasi singolo esame all’Università. Ero proprio agitata, ma anche sicurissima di saper tutto, di non poter essere sorpresa con nessuna domanda bastarda.
E infatti così è stato. Neanche mi ricordo cosa mi chiesero all’orale.
So solo che il 13 luglio era la penultima ad essere esaminata in tutto l’Istituto. Non c’era nessuno ad aspettare con me, tranne l’ultima. I professori erano stufi, era caldo, io ero tranquilla.
Sono entrata, mi sono seduta, ho iniziato a parlare come una macchinetta. Eh sì, la parlantina ce l’ho da un bel po’. E mentre ripetevo ero proprio sicura di quello che dicevo. Ed ero anche orgogliosa che la fatica di tutti quegli anni potesse essere premiata da un esame così brillante.

Alla prima prova scritta, invece, feci un errore enorme: scambiai un autore per un altro, quindi, nel saggio artistico-letterario, nel momento in cui scrissi le tesi di uno..ovviamente scrissi pan per focaccia. Delusa al massimo, quando me ne resi conto, ovviamente dopo aver consegnato, inviai un messaggio alla mia prof di italiano (quella di cui sopra): che carina lei si informava come stavano andando gli esami di tutta la classe. Non era in commissione, e penso ci sia rimasta male, ci voleva veramente bene. Lei mi tranquillizzò, mi suggerì di mandare un messaggio all’altra prof che, invece, era in commissione e anche lei mi disse: “Laura, non penso che questo errore mandi a monte il tuo esame. Quindi, respira, stai tranquilla e preparati per domani”
L’indomani, alla seconda prova, la prof mi si è avvicinata (tra l’altro avevo scelto la sua materia, inglese, of course). Mi disse: “Hai dormito stanotte? Sei tranquilla? Devi esserlo! Concentrati e ce la farai”.

Quanto mi manca questo rapporto con i professori!! Anzi, la mia tutrice adesso………

Ah, by the way, secondo paragrafo finitoooo! Ve l’ho detto che ho cancellato tutto quello che avevo scritto e ho ricominciato da capo?!
Lo so, non sono normale. Ma ricordatevi Who’s Kaylali..Precisa. Dannatamente precisa. Deve avere il controllo di tutto.

eheh

Stay Free.

Kaylali

PS. se ci sono maturandi che stanno leggendo, un grandissimo in bocca al lupo, ragazzi!!! Dai che ce la farete.

PPS. per i miei compagni del liceo, che belli che eravamo, soprattutto alla terza prova 😉 Con tutti quei vocabolari!!

PPPS. nella banalità più banalità, la notte prima degli esami ero da sola, nel mio letto e ascoltavo Venditti. 😉

Estate, work in progress!

Buongiorno lettori!
Questo post lo dedico a coloro che abitano in città, (che non invidio per niente) che molto spesso non possono godere delle meraviglie che la campagna ci offre.

Ieri sera sono andata a camminare con mia mamma. Sapete, la prova costume!!! No, no, scherzavo, niente prova costume, solo una passeggiata per smaltire i pranzi e le cene abbondanti!!
Beh, insomma, nonostante il freddo paragonabile a quello di marzo, la passeggiata è stata molto piacevole.

Lungo la strada, infatti, mi sono imbattuta in uno spettacolo magico. Proprio come quando ero piccola, mi nascondevo nel mio giardino e aspettavo che uscissero loro, le lucciole, per ammirarle da vicino.

Ieri sera erano tutte nascoste tra i filari delle vigne. Bellissime!! Potrei rimanere ore ad ammirarle, sembrano come danzare!
Non so se i cittadini possano godere di questo spettacolo, ma non penso proprio.
Già dalle mie parti sono molto, molto diminuite rispetto a quando ero bambina.

Comunque eccola l’estate che volevo. Magari con qualche grado in più, ma con le lucciole, i grilli che cantano, le ciliegie sull’albero (ebbene sì, l’altro mio albero ha le ciliegie, quelle più tardive, diciamo, sono aspre, ma finalmente ho delle ciliegie).
Le mie giornate le passerò comunque al pc a scrivere la tesi, ma poco importa, mi basterà uscire la sera. Intanto, ho iniziato anche a prendere un po’ di sole. Sì, dai, non sopporto più il mio colorito mozzarellina-fantasma! Sembra veramente che io sia un vampiro!!!!!!

A proposito vi ho detto che ho iniziato il primo capitolo?????? Bene, un disastro!!! Poi, siccome sono fortunata, un libro che per me era fondamentale per la stesura della tesi è scomparso da Googlebooks. Accidenti..ho dovuto comprarlo, alla modica cifra di 27€.
Tra i ringraziamenti di questa tesi devo mettere anche Amazon.it per tutti i libri che ho comprato. O lui deve ringraziare me?!

Ritorno al secondo paragrafo

Stay free

Kaylali

Primavera e ciliegie

Buona sera lettori!
Tutti parlano del tempo totalmente impazzito questi giorni, e anche io non posso sottrarmi..andiamo, dov’è il sole di maggio?

Sapete cosa mi manca di più? Tutte le primavere, quando arriva maggio, i miei due alberi di ciliegio si riempiono di ciliegie. Sono rosse, alcune volte quasi nere, belle, rotonde e lucide come se qualcuno le avesse curate una per una.
Fin da quando sono piccola, tutti i pomeriggi vado giù nel mio campo, prendo una busta e la riempio di ciliegie. Come potrete ben immaginare, sono più quelle che finiscono nella mia bocca che quelle dentro la busta. Ma è così bello poterle cogliere dal ramo, scegliere le migliori e mangiarsele, lasciare invece le più bruttine agli altri membri della famiglia che non si godono questo evento!
Faccio una scorpacciata, sono scaldata dai raggi del sole caldissimi e, se sono fortunata sono anche accarezzata da una leggera brezza di vento.
Ecco, sto parlando al presente, perché mi sto immaginando la scena, dato che quest’anno non pensa sia possibile.

Le ciliegie sono nate, ma sono piccoline, brutte, hanno una forma strana, sono rosa e non rosse succose e sono opache. Se le cogliessi poi, non ci sarebbe il sole né il venticello, ma una vera e propria tempesta di pioggia.

Un’altra cosa che, presumo, non potrò godere della primavera di quest’anno sono le serate davanti casa. Niente di allettante detta così, vero? Non per me, invece. Dopo cena, tutte le sere, a primavera io e la mia famiglia stiamo fuori nel giardino seduti al tavolo o dondolati sul dondolo e chiacchieriamo. Giochiamo a carte, a volte, o spettegoliamo dei vari vicini che passano e passeggiano.

Niente tv, niente computer, niente Facebook, niente playstation per mio fratello. E’ uno dei pochi momenti in cui stiamo veramente insieme. E non so bene perché, ma se c’è tempo brutto, questa cosa non riusciamo a farla anche dentro casa. È come se andare fuori, ci staccasse per un attimo dalla frenesia. Ah, e ovviamente nelle serate limpidissime ci mettiamo a guardare le stelle, che meraviglia!

Per quest’anno niente di tutto ciò, a  quanto pare!

Ovvio, le serate fuori si possono fare anche durante l’estate inoltrata, ma iniziare a maggio significa godere del tramonto alle 21.30, del buio che scende solo verso le 22, mentre già a partire da fine giugno, i giorni s’accorciano, come dicono i miei.

Mi ricordo addirittura un episodio successo quando ero piccola. Vi ricordate Giochi senza frontiere? Oddio, ho soli 22 anni, ma se mi dite di no, mi fate sentire vecchia.
Beh, ero ammaliata da quel programma, così tanto che mi perdevo sempre le serate fuori casa. E soffrivo veramente a dover scegliere tra quei giochi appassionanti e una bella giocata a ruba mazzo con mia mamma, o l’omo nero, o scopa.

Nooo adesso che l’ho scritto, mi rendo ancora di più conto che voglio il sole, il caldo, la primavera e le ciliegie tonde da raccogliere dal ramo!!

Stay free

Kaylali

I nonni, una grande risorsa

Salve mie lettori!

È buffo come io prediliga le domeniche per scrivere! Forse è l’aria di inizio settimana, e conseguenti buoni propositi a rendermi così produttiva, chi lo sa!?
Oggi a pranzo da me è venuta mia nonna, l’unica dei quattro nonni che mi è rimasta. Ha 85 anni, e va per gli 86, quindi abbiamo molta, moltissima differenza di età.

Molto spesso non riusciamo a intenderci, capirci e ci becchiamo anche per le più stupide cose. Io non ho pazienza e lei ormai ha un po’ di demenza senile.
Però stamattina è successo un episodio bellissimo, a mio parere.

Siamo andate alla messa in un’atmosfera particolare, in un santuario ricavato in una grotta naturale dove c’erano circa 500 pellegrini e fedeli.
Da pigra quale sono, non ho preso parte al pellegrinaggio (sono partiti alle 5 di mattina per arrivare alle 11.30, chi mai avrebbe avuto il coraggio di alzarmi dal letto a quell’ora?). Per cui, ho preso la macchina e sono andata su in comodità. Mia mamma ha chiamato anche nonna, perché ovviamente a lei piacciono queste cose.
Quando sono scesa dalla macchina, ho incontrato la nonna di una mia amica d’infanzia. La conosco da quando frequentavo le scuole medie, dato che io e la nipote eravamo migliori amiche. Sono andata tantissime volte a casa sua e tantissime volte mi ha trattata come una nipote. Non mi vedeva da molto tempo e non mi ha riconosciuta subito.

Ora, devo dirvi che io sono cambiata moltissimo negli ultimi due anni, non solo il taglio di capelli, ma fisicamente. Ho perso molto peso, e non bazzicando molto nella vita del paese, è comprensibile che le persone facciano fatica a riconoscermi. Per questo la signora era molto meravigliata e ha iniziato a farmi i complimenti. “Ma come sei diventata bella, ma sei dimagrita tantissimo, ma come hai fatto, ma sei bellissima, ma sei la metà” ecc..
Mia nonna, avendo assistito alla scena, irrompe dicendo: “ Sì, ma era bella anche prima! È stata sempre bella, il gene non mente, se uno è bello è bello. Adesso lo è ancor di più”.

Mia nonna che prende le mie difese. È stata una scena molto divertente che, ovviamente entrerà nei racconti pluriripetuti di mia nonna, considerando il fatto che solo oggi l’ha già raccontata quattro volte. Ma poco importa.

È stato bello vedere mia nonna così vicina a me. Sapete, io non ho avuto la fortuna di avere nonni onnipresenti per me.

Una nonna non l’ho mai conosciuta. Un nonno è morto quando io avevo quattro anni. E l’altro quando io ne avevo 9, dopo una lunga, logorante malattia. Mi hanno voluto molto bene, mi hanno viziato, coccolato e regalato tutto ciò che era in loro potere. Ma purtroppo ci siamo separati molto presto. E molte volte, quando avrei voluto averli al mio fianco, purtroppo non c’erano più.

Mi è rimasta mia nonna. Ma con lei ho un rapporto strano. Ha 5 nipoti e, ripeto, sempre per colpa della differenza d’età abissale e un po’ di demenza senile, è un po’ taccagna e tende a fare differenza tra noi nipoti. A me non importa ricevere 100€ o 200€ o addirittura l’auto ai 18 anni (la signora che ho incontrato oggi si comporta così con la nipote), mi basta saperla vicino e almeno, che ci veda tutti allo stesso modo. Mi rattrista il fatto che, molto spesso, fa dei favoritismi. La maggior parte delle volte a discapito di mio fratello che, ancor peggio di me, di nonni ne ha conosciuti 2 e uno è morto quando lui aveva 4 anni..

Io ho provato cosa significa essere coccolati e amati come solo un nonno o una nonna sa fare, mio fratello..non molto. E dato che questa nonna è l’unica che ha, pagherei per potergli far provare almeno una volta quello che ho provato io.

Perché ho scritto questo blog? Per un motivo.

I nonni sono noiosi, a volte non ci capiscono, rompiballe..ma ci vogliono un mondo di bene. Un bene diverso da quello dei genitori e bisogna saperlo apprezzare. Il monito è anche per me, la prossima volta che passiamo del tempo con i nostri nonni, contiamo fino a 10 una volta in più, magari proprio in quell’occasione verremo a conoscenza di una delle tante storie che ci incantano e fanno sognare. Quante cose sanno i nostri nonni? Una marea.

Oggi, ad esempio, mia nonna mi ha parlato del mio bisnonno (anzi sbinonno, in marchigiano)..chi l’avrebbe mai detto che un ramo della mia famiglia era emigrato in America?

Stay free

Kaylali

La mamma è sempre la mamma <3

Ehilà lettori!
Buona domenica, e auguri a tutte le mamme!

Sapete, non amo molto queste feste, la festa della mamma, del babbo (sì, io lo chiamo babbo e non obiettate sulla questione), dei fidanzati, dei single, dei nonni e così via. Penso che la festa per i tuoi genitori, per i tuoi nonni, per la tua dolce metà, per te stessa non debbano essere festeggiate a comando. Siccome si è decisa una data, allora si festeggia.

No. Per festeggiare chi si ama, che siano essi genitori, nonni o l’amore (o anche per festeggiare il fatto che si sta bene con se stessi..a che cosa servirebbe la festa dei single, sennò!?) bisogna impegnarsi ogni giorno della tua vita.

Ciononostante, quando ci sono queste feste, non bisogna bistrattarle del tutto, o almeno, io non faccio così. Colgo la palla al balzo per chiedermi in che modo riesco a provare che tengo veramente a quella persona, se veramente dico tutto ciò che vorrei dire, e, dato che la maggior parte delle volte la risposta è NO, cerco di rimediare.

E poi, diciamolo, a tutti piace essere coccolati almeno una volta l’anno.
Ed è per questo che per la festa del babbo ho inviato una cartolina a mio padre a sorpresa. Ero in Germania, piuttosto che la fredda, impersonale telefonata su Skype, gli ho scritto una cartolina. Niente di strappalacrime, non è affatto da me e mio padre. Ma lui ne è rimasto colpito piacevolmente, e molto molto contento.
Non era un portafogli, nè una cravatta, era semplicemente un fogliettino di carta, senza neanche scritto sopra “Per la festa del Papà”. Non ho aiutato la festa nel suo lato consumistico, ma sono riuscita a sorprendere mio padre, che era la cosa essenziale.

Lo stesso è capitato stamattina con mia mamma. E’ vero, le ho comprato (abbiamo, con mio fratello) un mazzo di fiori. Il fioraio ieri era colmo di gente, quindi sì, diciamo pure che in questo caso ho approfittato del lato consumistico.
Ma stamattina mi sono svegliata alle 7.30 (7.30. Mattina. Domenica mattina. Sonno. Tanto, tanto sonno). Sono scesa al piano di sotto, ho preparato la colazione per tutti, ho posizionato il bouquet al centro tavola, ed ero pronta con il vassoio in mano per portare la colazione a letto a mia mamma, quando lei si è svegliata.
Mia mamma è un’ape operaia, non una donna. Già avevo previsto che la sorpresa sarebbe in qualche modo fallita. Quindi, già solo poterla vedere seduta a tavola una mattina, con tutta la famiglia, senza bisogno di alzarsi ogni 2 minuti per me è stata una gioia.
Poi, ovvio, la soddisfazione ce l’ho avuta anche io quando entrando in cucina le ho visto gli occhi lucidi.

Non vi consiglio di uscire e comprare cioccolatini. Ma fare sentire speciali le persone a cui tieni di più, sì, dovremmo farlo tutti. Sia che esse siano con noi o non. Ad esempio, ieri mia mamma ha portato un mazzo di fiori a nonna, anche se la vede e la sente tutti i giorni, e ci litiga anche più spesso, è pur sempre sua mamma. E i fiori li ha ricevuti anche l’altra mia nonna, che non è più con noi fisicamente, ma sono sicura che li ha apprezzati tantissimo.
E se non fosse possibile renderle felici tutti i giorni, beh almeno una volta l’anno.

PS. Avete visto il fantastico doodle di Google per l’occasione? Ci sto passando il tempo, non le nego. L’immagine qui a fianco, però, è il meglio che ho potuto dare!!

Stay free

Kaylali

La signora DANZA

Salve cari!
Stasera vi scrivo da una posizione alquanto inusuale, sono tutta contorta con un cuscino dietro la schiena perché..bhe, sì, diciamolo, perché sono una cretina.
Mio fratello mi ha sfidato a una gara di ponti. Lo avete mai fatto durante l’ora di educazione fisica? Io sì, moltissime volte, e mi veniva benissimo. Già, peccato che sono 3 anni che non pratico sport decentemente e grazie alla genialiata di questa sera, questo è il risultato che mi merito. Ahi, mi sono mossa. Immagino che dormirò sulla sedia questa notte, ho un dolore assurdo alla schiena.

Ma, ovviamente, come ogni mio post che si rispetti, non volevo parlarvi del mio lancinante mal di schiena, questo è solo un pretesto.
Vi voglio parlare di una delle mie passioni segrete, ma neanche tanto.
Segreta perché non la pratico, quindi chi mi conosce non direbbe mai che questa sia una passione, ma questo non vuol dire che non l’adori.

Sto parlando della danza.

La magica, affascinante, meravigliosa danza. Quella che mi cattura ogni qualvolta vedo qualcuno danzare, quella che mi commuove quando vedo un tango, quella che mi fa scatenare, rilassare, sfogare quando non ce la faccio più. Quella che ho iniziato a 6 anni, da piccina e smesso a 12.

Forse è uno dei rimpianti più grandi che ho, quello di aver smesso di ballare.
Ho smesso perché nessuna delle mie amichette avrebbe continuato a ballare nel nostro gruppo e quindi, a 12 anni che fai? Ovviamente lasci perdere anche tu.

Ah, se solo mia mamma mi avesse spronato di più a continuare. Non dico che sarei diventata una ballerina, mai, ma sicuramente avrei un modo per evadere un po’ dal mondo, quando la musica inizia, quando il tuo corpo non è più sotto il tuo controllo, ma viene cullato dalle note della canzone, quando senti che stai comunicando qualcosa di importante, pur non aprendo bocca.

Sapete, quando ho iniziato ero una bambina cicciottella e la cosa mi è pesata fin da subito. Col senno di poi dico invece che nessun altro me lo faceva pesare, tranne me stessa. Sì perché la mitica maestra Orietta mi metteva sempre in prima fila, mi faceva fare la coreografia di riscaldamento, ero quella che teneva i conteggi dei passi e aiutavo le bambine che non se li ricordavano. E quando si provava per il saggio di fine anno (che emozione che provavo ad esibirmi su un palco vero, con le travi di legno e le tende che scendevano rosse, proprio come i veri sipari in un vero teatro) ero sempre io in prima fila che cercavo di aiutare le altre.

Ciononostante provavo imbarazzo, soprattutto quando dovevamo provare i costumi per il saggio. Me ne ricordo uno per uno e, dovete considerare che per ogni saggio cambiavamo circa 5/6 costumi e di saggi ne ho fatti 6. Ogni costume era una tortura per me, così come ogni prova costume.
Ma dimenticavo tutto quando le luci si spegnevano, la prima nota iniziava, io alzavo lo sguardo e guardavo il mio adorato punto fisso. Di solito si consiglia di immaginare il pubblico tutto nudo, ma io mi vergognavo solo all’idea di avere un pubblico che mi stesse guardando. IO ballavo per me stessa e nessun altro. Per questo stabilivo il mio punto, là, in fondo alla sala, tra le due tende di colore rosso fuoco dell’entrata e iniziavo a ballare. E i passi venivano da soli, per quante volte li avevo provati e tutto era così magico.

E così ho ballato vestita da ballerina di Can Can, da Gatto – Lucifero, da Spice Girl (che incubo quella minigonna addosso a me), da Lara Croft, da Fiore, da Farfalla e..da molte altre cose. Mi ricordo addirittura i passi di un balletto sulle note degli ‘N Sync (ovviamente Bye Bye Bye).. Quanto piacevano alla maestra.
E la magia, però, finiva presto. Ed ero così triste quando alla fine del saggio ci consegnavano i diplomi, non avrei rivisto le amichette, la maestra per un’intera estate. Ma soprattutto non sarei entrata nella sala, non avrei fatto riscaldamento, non sarei stata la prima della fila, almeno durante le prove.

Sì, il più grosso rimpianto. Ma non è detto che non ricominci. Dopotutto ballo ancora. Da sola, senza un pubblico, nella mia camera.

Niente è cambiato. Alla prima nota, mi perdo, scrivo una storia senza che nessuno la legga, ma poco importa, la storia la scrivo per me.

Avrei voglia di imparare i latino americani. Ma mi manca il coraggio di iniziare e anche un partner, a dirla tutta.

Vi lascio un pensiero di uno dei più grandi DANZATORI che siano mai esistiti. Lo confesso, mi commuovo quando lo vedo DANZARE, e penso che anche il suo pensiero sia toccante.

La danza è tutta la mia vita. Esiste in me una predestinazione, uno spirito che non tutti hanno. Devo portare fino in fondo questo destino: intrapresa questa via non si può più tornare indietro. È la mia condanna, forse, ma anche la mia felicità. Se mi chiedessero quando smetterò di danzare, risponderei “quando finirò di vivere”.

— Rudolf Nureyev

Stay free

Kaylali