My stats #1

Innanzitutto un clap clap per me (senza modestia, concedetemelo) che sono arrivata a scrivere il 60esimo post!!
Non avrei mai immaginato di riuscire a scrivere con una discreta, ma rispettabile, costanza!
Quindi, nel 60esimo post, invece che parlare di quanto la mia vita da laureanda sia frustrante (soprattutto nell’ultimo periodo), mi divertirò ad analizzare i trend più usati che inducono dei poveri cibernauti al mio blog!
Ricordate quale era la missione? proprio quella di condurre qui delle persone totalmente ignare di quello a cui andavano incontro e, beh, verificate voi stessi, ma a me sembra sia successo veramente

  • la quantita di zucchero per una studentessa. Ahahah, ignoro il motivo per cui si dovrebbe cercare su internet, ma la risposta è facile: tantissimo zucchero e Nutella, ovviamente!
  • essere tristi e dover studiare. Ti sto vicino, bro!
  • sono in erasmus ma sono triste – NO. NO. NO. NO. NO. Eppoi NO. Non puoi essere triste in ERASMUS: Esci e divertiti, perdindirindina!
  • trenino con trrans.
  • laureanda hard ehi, ehi, per che cosa avete scambiato il mio blog? 😉
  • ho cucinato tutto pomeriggio. Sono invitata a cena, giusto?
  • di cosa parlare con una studentessa. Di esami, esami esami e ancora esami. Ovviamente no, di tutto, dai!
  • scherzi per chi si laurea in lingue. Se li trovi, non li svelare alle mie amiche, intesi?!
  • dormire spesso con la bocca aperta sul treno? Capita, ma non capisco perché devi cercare conferma da Google, per questo
  •  ho voglia di mangiare schifezze. Vai, ti appoggio al 100%.
  • mi rendi la vita noiosa,più noiosa di quanto lo è.  Ouch, cambia compagnia finché sei in tempo!
  • ansia di prendere il treno.  Anche di perderlo.
  • cazzi somarini in culi stretti. ???????????????? E poi perché Mr. Google ti ha mandato qui?
  • ma vi fo osi noia. Compra una vocale 😉
  • c’e’ una voce che chiacchiera. Mai provato con i Ghostbusters?
  • gelaterie dove fanno la coppa lui e lei. E tutte ste discriminazioni???
  • come non rendere noiosa una amicizia nuova. Sii te stesso 😉
  • studiare mi provoca tristezza. Benvenuta/o nel club!
  • non ho piu’ sogni crisi. Questa è una brutta cosa..
  • sono nera ma non è il mio umore Non capisco, io sono bianca ma spesso con l’umore nero, facciamo cambio?
  • di che colore mi sento trasparente. Quello prima è nero, tu trasparente, ma un bel rosso fuoco, no!?
  • verona pessima università Addirittura?
  • quest’anno con la crisi fate vacanze Sondaggio d’opinione in corso, Sì!
  • ho fatto la relatrice. ESCI DAL MIO BLOG, IMMEDIATAMENTE!
  • +perchè+l’invidia+verso+chi+passa+gli+esami. Perché è più facile sparlare alle spalle che aprire un libro!
  • sono diventato un tutt’uno con il pc No, molto male, esci e fatti una vita!
  • perchè il mio pc non legge gli avvisi universitari. Dillo che l’hai istruito tu ben benino!
  • i miei vicini sono trans. Meglio che vicini vecchi che scatamarrano, fidati!
  • mi sento solo a verona. Nuuu la prossima volta fammi un fischio che ci prendiamo un caffè.
  • litigate cinesi Mai assistito a una, dici sono divertenti?
  • max pezzali lotta comunista Mi sfugge il nesso logico
  • auguri+di+buon+compleanno+ad+un+fratello+con+cui+si+sta+litigati W il Sud!
  • i miei genitori no erasmus Convincili, ne va della tua vita!
  • Atteggiamento post erasmus. DEPRESSO, STRA DEPRESSO, IPER DEPRESSO, mai sentito parlare della depressione post erasmus? 😉
  • mi sento finalmente felice OTTIMO! È per questo che sei sul mio blog, giusto? 😉

Sì, la relatrice mi sta contagiando negativamente. Tutti questi commenti sembrano quelli acidissimi che mi lascia lei a margine della pagina!
Aiutooo! Aiutatemiiii! Sto impazzendo!!!

Stay free

Kaylali

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Piccolo spazio..sfogo!

Stasera sono un fascio di nervi!
Ah sì, scusate..ciao a tutti!!

Quando ero piccola e litigavo con i miei genitori (mio padre per di più) correvo in camera, mi mettevo sotto le coperte e aspettavo che mamma arrivasse per parlare con me. Quando mi sono trasferita al piano di sopra, nella mia nuova camera, la cosa si è fatta più interessante. Correre al piano di sopra, sbattere le porte e andare a dormire significava isolarsi completamente.
Questo succedeva fino alla fine del liceo. Quando sono andata all’Università, per fortuna, ho vissuto molto fuori, sono tornata in media una volta al mese e ovviamente in 3-4 giorni non c’era tempo di litigare, per questo per tre anni non si sono verificate corse sfrenate sulle scale e nessuna porta sbattuta con violenza. Almeno fino a stasera.

Che neeeeeeervi!
Non sto a spiegarvi il motivo della litigata (ai limiti del decente), ma il risultato è stato la corsa e la porta sbattuta, proprio come tre anni fa.
Ok, sono ancora una bambina a comportarmi così.
Ma non sto scrivendo per avere un giudizio, ma solo per sfogarmi..altrimenti vado di sotto e urlo a più non posso. Anzi..comincio a sgaggià, detto alla marchigiana.

Perchè avete notato che, se nella vita di tutti i giorni, proviamo e ci sforziamo a parlare italiano..quando siamo arrabbiati iniziamo (o almeno inizio io) a parlare in dialetto come, anzi peggio dei nostri nonni?
Mi ricordo le litigate al telefono che due mie coinquiline facevano con le mamme. Una di Vicenza e l’altra della provincia di Ragusa. Immaginatevi quanto potessi capire quando parlavano al telefono (e penso lo stesso abbiano pensato loro quando io litigavo al telefono).
Bello il dialetto. Ottima valvola di sfogo, quando serve. Proprio come il mio blog.
Ecco, non sono più arrabbiata.
Meglio così!

Adesso vado, c’è il bravissimo, bellissimo, affascinante, palestrato, fisicamente perfetto, con gli occhi stupendi beh, vabbè, avete capito..Raoul Bova, insomma. Su Canale 5, e per la maggior parte della puntata in piscina, ergo in costume da bagno.
Vado, anzi corro.

Stay free

Kaylali

Hakuna Matata? No, thanks.

Buongiorno!!
Non so se si è notata la mia assenza ieri sera, ma in ogni caso, non ho scritto semplicemente perché su Italia 1, una volta tanto, propongono film interessanti non solo in prima serata, ma anche alle 23.30 (per la cronaca, Step Up 3 e Step Up). Quindi ero troppo ipnotizzata per poter scrivere.

Rimedierò questa mattina.
Come ogni mattina, mi sveglio presto, faccio colazione e accendo il pc. Sarà perché ormai sono diventata veramente computer-addicted, sarà perché ho la paura che la mia relatrice mi scriva e io non le possa rispondere in tempo, non lo so, sta di fatto che accendo il pc, apro Thunderbird e controllo la bacheca avvisi dell’università. Anche se quest’ultima azione ormai è diventata semplicemente un’abitudine: non frequento le lezioni (che penso ormai stiano quasi per terminare)e non aspetto avvisi che annuncino risultati di prove parziali, ma ciononostante, controllo.

Stamattina sarebbe stato meglio non controllare. Scorro la pagina e noto il nome della mia relatrice. Tutto bene, finchè non leggo l’avviso.

“Per motivi accademici, non potrò ricevere e/o contattare gli studenti dal 17 maggio al 31 maggio. Il ricevimento proseguirà normalmente a partire da giugno”.

La mia espressione era basita.
Ma devo spiegarvi dall’inizio, altrimenti non capireste.

Io ho chiesto la mia relatrice per la tesi triennale nel lontano settembre dell’anno scorso, prima, cioè, di andare in Erasmus per 6 mesi. L’organizzazione della mia università, o sarebbe più corretto dire la disorganizzazione, mi ha comunicato quale sarebbe stato il mio tutore solo 3 mesi dopo, cioè a dicembre 2012. Io ho preso contatti con lei già l’8 gennaio. Ma la mia cara relatrice non ama le conversazioni via mail, perché dice di preferire il contatto visivo (?!?!?!). Quindi, armata di santa pazienza, sono dovuta tornare in Italia dalla bella Germania, ESCLUSIVAMENTE per incontrare lei e poter iniziare a lavorare alla mia tesi. (Eh sì, neanche decidere l’argomento per e-mail era contemplato). Una volta deciso, la carissima prof mi dice ovviamente che potrò andare avanti con il lavoro solo quando sarò tornata dall’Erasmus perché “lei mi avrebbe aspettato”. Che tenera, peccato che io durante quei 3 mesi avrei preferito iniziare a lavorare, piuttosto che non potermi muovere perché lei vuole il contatto visivo. (Infatti ho iniziato ugualmente il lavoro, senza sapere però, se stessi facendo cosa giusta o meno, dato che comunque la prof non si sbilanciava). Una volta tornata (siamo già ad aprile), mi sono recata immediatamente da lei e con fare tranquillo mi fa: “Scusi, lei a che sessione di laurea mira?” E io, molto diplomaticamente: “Inizialmente avevo pensato a quella di luglio, ma, visti i tempi, penso che non sia più possibile”. Lei aggrotta le sopracciglia. E mi fa: “Non è certo un mio problema quando lei si laurea, sappia però, che se lei fa un lavoro eccezionalmente buono, come minimo ha bisogno di un mese e mezzo, contando che dovrà consegnarmi tutta la sua tesi entro maggio”.

Ora, se solo io mi fossi attenuta alle sue regole, mi fossi impazzita ed esaurita per scrivere la tesi in un mese e mezzo, quale sarebbe stato il risultato?
Chiaro. Avrei dovuto scrivere un capitolo e mandarglielo, aspettare una settimana (“perché sa, io sono molto impegnata, almeno una settimana per la correzione me la deve concedere”), recarmi a ricevimento (e quindi, pagare ben 50€ di treno e perdere come minimo 3 giorni), vedere le correzioni, tornare a casa e scrivere l’altro. Sì perché la carissima relatrice ha stilato delle vere e proprie linee guide per la redazione dell’elaborato e se non si rispettano le consegne, bhe, lei non ti corregge la tesi.

Mi sarei quindi ammazzata di lavoro, che, ovviamente sarebbe significato lavorare ininterrottamente per poter rientrare nel mese e mezzo, per poi fare cosa? Constatare che la gentilissima, se ne va all’estero per ben due settimane, in cui non la si può contattare, durante le quali io sarei caduta ancora di più in depressione perché non avrei finito in tempo la tesi.

Ringrazio i miei genitori. Lo faccio qui, perché, ovviamente, nella tesi i ringraziamenti sono tabù. Li ringrazio perché una sera, mi hanno preso, messa a sedere, hanno spento la tv. E abbiamo parlato.

Abbiamo parlato di quanto avere tutte le cose sotto controllo non sempre può essere la cosa più giusta. Abbiamo discusso di come, pur avendo un progetto che ero sicura di poter portare a termine nelle condizioni e nei termini stabiliti, mi sarei rovinata lo stomaco e il fegato per poter arrivare a far tutto, e ovviamente bene. Eh sì, perché vi ricordate cosa ho scritto nella mia presentazione?

Precisa. Dannatamente precisa. Deve avere il controllo di tutto.

Già il controllo di tutto. Ma cosa sarebbe servito avere il controllo quando la tua relatrice se ne va in vacanza? No, scusate, se ne va all’estero per motivi accademici. A nulla. Perché quella sarebbe stata una variabile che assolutamente non avrei potuto controllare.

Quindi, ringrazio ancora una volta i miei. Li ringrazia anche la mia gastrite, che almeno per un po’, non è stata risvegliata.

E soprattutto, sì, ero incavolata questa mattina, ma neanche tanto. Ero piuttosto della serie: “Cavolo, i miei avevano ragione!”.

Quindi niente laurea a luglio, miei cari. Il blog, che è nato per tenermi compagnia durante la scrittura della tesi, dovrà andare avanti per un altro pochino.

Io sono contenta. In questo periodo, mentre sono immersa da libri sparsi per tutto il pavimento, che si alternano tra inglese, italiano, marketing, formule, matrici, e poi ancora letteratura, saggi critici ecc, scrivere il blog è una delle poche cose che mi fa un attimo uscire dallo stress.

Perché sì, ovvio, la gastrite ringrazia. Ma non è nella natura di Kaylali rimanere tranquilla. Essere stressata e sempre sotto pressione, penso che mi faccia essere viva, in qualche modo.

Lo so, sono masochista. Ma vi giuro che ho provato ad essere senza pensieri, a vivere all’Hakuna Matata. Mi dispiace, ma non fa per me.

Ritorno al marketing.

Stay free

Kaylali

Stato: laureanda. Stato mentale? Non pervenuto

Ehilà. No, forse non è questo il modo migliore per salutare..mmmm ma salutare chi, poi?
Ok, ricomincio.

Ciao a tutti! Benvenuti nel mio casino, disordine e incertezza. State già scappando, vero? Beh, non vi biasimo! Io per scappare da questa mia fase (come avrete intuito dal titolo, una  fase che si prospetta mooolto lunga) sto scrivendo un blog!
A dir la verità non ho mai avuto molto interesse nello scrivere, a parte qualche lettera mai inviata (ahimè), fino a poco tempo fa la penna e il foglio non mi attiravano molto.
Vi starete chiedendo cosa è successo “poco tempo fa”, vero?
Ehi, ehi, ehi, ho appena iniziato datemi un po’ di tempo!

Dicevo, non ho mai avuto interesse nello scrivere e invece adesso sento l’esigenza di condividere un blog con qualcuno nascosto dietro un altro schermo del computer. Magari qualcuno che sia tanto in crisi quanto me? Lo spero!! (Ciò significherebbe che non sono l’unica pazza rimasta in giro..).

Da inesperta, ma brava alunna, ho letto altri blog su “come aprire un blog di successo” o “ come fare a ricevere molte visite nel tuo blog”, e lì gli esperti del settore (o presunti tali) mi hanno elargito consigli e modi giusti per scrivere un blog.
Il primo punto recita: scegli un argomento

Mmm, il mio è piuttosto semplice, la mia vita da laureanda. Non so come sarà, quanto durerà, né dove la trascorrerò…, però, sì ecco, l’argomento c’è.

Punto due: scegli un titolo accattivante

Facile anche questa: la vita (noiosa) di una laureanda in crisi.
Non penso sia accattivante, ma sicuramente è veritiero.

Punto tre: scegli una grafica che catturi

Ahi. Qui si fa dura! Non sono molto brava in queste cose, quindi se trovate la grafica poco interessante, sentitevi liberi di cambiare blog!

I punti continuano, io mi fermo qui.

Dato che mia mamma dice che né di venere né di marte, si comincia o si parte, né si dà principio all’arte, non scriverò cose di un certo spessore proprio oggi Venerdì 19 Aprile.

Per quelle rimando a domani.

Vi lascio, però, una pillola per farvi conoscere un po’ più come la penso..

Vorrei vivere un film. Primo piano. Occhi chiusi, testa appoggiata sul cuscino. Riapro gli occhi. La scritta recita: Un anno dopo.

Spero che non sarò in crisi e con una vita noiosa anche tra un anno, almeno.

Se invece preferite della musica, vi lascio giusto giusto quel qualcosa che mi ci vorrebbe in questo momento:

https://www.youtube.com/watch?v=z7lrMqtr_mE

Se dopo un’intera pagina di fandonie non siete ancora scappati, non mi resta che dirvi:

BENVENUTI NEL MIO BLOG!

Stay free.

Baci

Kaylali